It: la recensione del libro-capolavoro di Stephen King

di Chiara Poli

It di Stephen King è uno dei maggiori romanzi contemporanei. Una storia di amicizia, di ingiustizie sociali e di promesse che vanno mantenute. Non solo un horror.

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Derry, Maine, Stati Uniti. Bill Denbrough costruisce una barchetta di carta per il fratellino George, che corre sotto la pioggia con il suo impermeabile giallo per giocarci subito.

George non tornerà mai più: un mostro con l'aspetto di un clown l'ha portato via. Georgie non era la sua prima vittima e non sarà l'ultima: insieme ai suoi amici, Bill scopre che il mostro, "It", infesta Derry da molto, molto tempo. Promette di combatterlo, per impedire che uccida ancora. Ma per farlo, lui e il resto della banda dei Perdenti dovranno affrontare le loro peggiori paure.

L'arrivo di It in Italia: una lettura indimenticabile

Leggendo molto, ho preso l'abitudine di recensire i libri non appena li termino: è l'unico modo per ricordare vividamente eventi, personaggi, emozioni.

Con un'unica eccezione: It. Un libro che ho letto quasi trent'anni fa e che ricordo benissimo, come se avessi finito di rileggerlo ieri.

Derry, Pennywise, i palloncini, i "perdenti". Bill, Ben, Bev, Richie, Stan, Eddie, Mike... Li ricordo come se li avessi appena incontrati.

Ho ancora chiare, nella mia mente, le immagini che mi ero costruita di quei ragazzini, della cittadina, della barchetta di carta di George. Non mi è più successo, dopo, di ricordare così bene un romanzo a distanza di tanti anni.

Non si smette di essere piccoli tutt'a un tratto, con una grande esplosione, come uno di quei palloncini pubblicitari con gli slogan. - Stephen King

Quando lo comprai, It - rara eccezione, all'epoca, un titolo non tradotto - era uscito in Italia da alcuni mesi. Era l'estate del 1988, io avevo 13 anni ed ero già una giovanissima fan del Re: avevo divorato i romanzi e i racconti disponibili fino ad allora.

Iniziai la lettura appena finita la scuola, durante le vacanze estive. Leggevo per lo più di giorno, perché la sera mi faceva troppa paura. Ma non riuscivo a smettere, così me lo portavo sempre dietro. Con tutte le sue 1300 e rotte pagine dell'edizione "tascabile". Ho ancora quell'edizione e ci sono molto affezionata.

Ho ripensato spesso a It ho visto più volte il film TV che ne è stato tratto e ho atteso con ansia la nuova versione cinematografica.

Ma il romanzo, in questo caso, è tutta un'altra storia...