Non so chi sei, la graphic novel su sesso e Tinder di Cristina Portolano

Rizzoli Lizard pubblica il nuovo fumetto dell'autrice napoletana Cristina Portolano: il diario personale di una giovane donna, tra avventure, sex app e la scoperta di se.

Nato su una piattaforma web come una sorta di diario intimo, Non so chi sei (edito Rizzoli Lizard) è il fumetto che ha scandalizzato Facebook e Amazon. Perché? Il libro di Cristina Portolano ha subito una mini-censura per una copertina considerata troppo audace (rappresenta due corpi nudi di spalle, che si abbracciano), un’azione che sottolinea quanto anche i moderni social non siano liberi da tabù e da false idee pregiudiziali.

La protagonista di Non so chi sei della fumettista Cristina Portolano Rizzoli Lizard

Il fumetto della giovane autrice napoletana è una cronaca intima delle esperienze affettive e sessuali che una qualsiasi trentenne di oggi può sperimentare, grazie all’utilizzo delle cosiddette sex app. Snapchat, Grindr e Tinder sono alcune delle più famose app di dating e incontri utilizzate da persone in cerca dell’anima gemella o di un partner per del sesso occasionale.

Tinder è la app più semplice e la più utilizzata (circa 50 milioni di iscritti): permette all’utente di sfogliare le foto inserite da altri utenti e assegnare a quelle più interessanti un cuoricino in segno di apprezzamento. Quando due persone mostrano un reciproco interesse, scatta il match. A questo punto potranno chattare, conoscersi e decidere di incontrarsi.

La protagonista incontra un'amica in cittàRizzoli Lizard

Tinder è la app che la protagonista di Non so chi sei sceglie, per fuggire alla realtà del dolore della sua storia d’amore finita, rifugiandosi in avventure sessuali precarie e senza scrupoli cercate nel mondo virtuale.

La serie di incontri vissuti dalla protagonista rivela differenti tipologie di uomini “tinderiani”: quello che ha una compagna e cerca nuove esperienze che a lei non potrebbe chiedere, quello che si sente intimorito dalle richieste sessuali esplicite di una giovane donna, quello rude, quello che non vuole legami.

Le avventure della protagonista sono il campo in cui lei sperimenta, utilizza il suo corpo come strumento di piacere fisico e anche mentale. L’iniziale entusiasmo della novità della sex app sfocia a una dipendenza dallo strumento, che si spegnerà presto nella noia di un’esperienza vuota.

Il progetto di Cristina Portolano si avvicina a un piccolo e interessante esperimento sociologico, con serietà e un pizzico di umorismo racconta fatti reali e autobiografici contaminati da episodi di fiction. Affronta il tema della sessualità e del piacere dal punto di vista femminile e libera dalla confusione che regna attorno all’utilizzo delle sex app.

La gestualità dei corpi nudi disegnati non rimanda a nulla di volgare o da censurare, descrive la dinamica di una intimità, diversa e sconosciuta. Il colore rosa predomina tra le pagine, il colore necessario per comunicare la nudità, ovvio, e l’essere spogli davanti agli altri e soprattutto con se stessi.