Stan Lee: 15 curiosità sul papà di tantissimi personaggi Marvel

Il leggendario autore di fumetti Stan Lee è scomparso nella mattinata di lunedì 12 novembre. Ripercorriamo insieme la sua carriera alla ricerca degli eventi più curiosi che l'hanno caratterizzata.

Indice

È un momento molto triste per tutti gli appassionati di fumetto nel mondo, in particolare chi ama i comics americani. Nella mattinata di lunedì 12 novembre si è infatti spento all'età di 95 anni Stan Lee, vera e propria colonna portante del mondo dei supereroi, in particolare quelli Marvel Comics. L'autore è stato infatti co-creatore di gran parte dei personaggi più importanti della Casa delle Idee, lavorando fianco a fianco a disegnatori altrettanto leggendari come Steve Ditkoo Jack Kirby.

La lista è davvero lunghissima e comprende gli eroi più famosi della casa editrice: da Spider-Man ai Fantastici Quattro, passando per Hulk, Iron Man, Thor, Dottor Strange, gli X-Men... e l'elenco potrebbe continuare davvero molto a lungo. Basti pensare che il team degli Avengers, diventato sempre più noto a livello mondiale negli ultimi anni grazie al Marvel Cinematic Universe, è nato anch'esso dalla mente di Stan Lee, che ne ha firmato il primo numero insieme al sopracitato disegnatore Jack Kirby.

Stan Lee ha vissuto una vita davvero eccezionale e ha avuto una carriera incredibilmente prolifica. Abbiamo voluto quindi ripercorrere un po' tutta la sua storia, andando a riscoprire alcuni degli aspetti meno noti e un po' più bizzarri di questo incredibile autore e dei suoi personaggi. Ne abbiamo raccolti quindici e ve li proponiamo qui di seguito.

Ha creato un cartone animato su Arnold Schwarzenegger

Come scopriremo lungo la lista, tra i vari progetti a cui Lee ha lavorato nella sua carriera ci sono stati anche diversi cartoni animati, ovviamente a tema supereroistico. Uno dei più curiosi è sicuramente quello dedicato a The Governator, supereroe dietro cui si nascondeva la star del cinema action Arnold Schwarzenegger, all'epoca Governatore della California, da cui il nome. La serie avrebbe visto il protagonista lasciare la carica politica per entrare in una tuta high-tech a affrontare i malvagi. Tuttavia il pilot non ha apparentemente convinto e il progetto è stato annullato.

Cercò di realizzare un fumetto fantasy-erotico per Playboy

Questa storia è stata raccontata da un altro grande nome del fumetto americano, ovvero John Romita. Stando alle sue parole, Lee lo avrebbe contattato proponendogli una collaborazione per un fumetto da pubblicare sulle pagine della rivista Playboy. L'idea alla base prevedeva un'ambientazione fantasy, con una storia solida accompagnata da nomi dei personaggi estremamente allusivi, doppi sensi e rapporti sessuali. Dopo il rifiuto di Romita, il progetto venne messo nel cassetto e apparentemente mai più riproposto.

Deve molta della sua sicurezza al rapporto con la madre

Come per molti scrittori, soprattutto in questo ambito, fin da piccolo Stan Lee è cresciuto immerso nel mondo della letteratura. Ha raccontato infatti di essere stato un avido lettore sin da bambino, soprattutto di autori come Mark Twain, Sir Arthur Conan Doyle, H. G. Wells e Jules Verne. La madre molto spesso lo osservava mentre leggeva e Lee sosteneva che fosse stata un'influenza positiva per lui: "Penso di essere così sicuro di me grazie al fatto che mia madre pensava che qualsiasi cosa facessi fosse geniale".

Creò uno dei supereroi più stereotipati della storia

A fianco di tanti esempi positivi, ci sono diversi casi nella storia del fumetto supereroistico di personaggi che rappresentano una caricatura stereotipata di un certo tipo di nazionalità o etnia. Tra i più eclatanti c'è anche il Dr. Droom, creato proprio da Stan Lee. Questo personaggio (da non confondere con lo stesso che avrebbe poi portato il suo nome) è un medico americano che durante un viaggio in Oriente scopre di essere il prescelto per combattere delle forze malvagie che minacciano il mondo. Riceve quindi dei poteri mistici, ma al contempo si trasforma fisicamente in una raccolta di clichésulle persone orientali, con tanto di pelle completamente gialla. Fortunatamente il personaggio fu presto accantonato e la sua storia rimaneggiata e usata come fonte d'ispirazione per il molto più amato Dottor Strange.

"Stan Lee" era uno pseudonimo

Il leggendario autore di fumetti è nato con un nome diverso da quello con cui è diventato famoso. Prima di entrare nel mondo del fumetto si chiamava infatti Stanley Martin Lieber. Con il tempo e la fama ha poi deciso di cambiare definitivamente nome ed è diventato anche a livello legale Stan Lee.

Ha lavorato a un manga che lo vede semi-protagonista

Come abbiamo detto, la carriera di Stan Lee è stata estremamente prolifica e tra i tanti lavori in curriculum c'è stato anche Ultimo. Si tratta di un manga realizzato a quattro mani insieme all'autore di Shaman King, Hiroyuki Takei, che vede un professore creare robot da far viaggiare nello spazio e nel tempo alla ricerca di una maggior comprensione dei concetti di bene e male. L'aspetto di questo brillante scienziato? Capelli bianchi, baffoni folti e un paio occhiali scuri. Vi fa venire in mente qualcuno?

Uno dei suoi primi impieghi era scrivere necrologi

La strada per diventare uno scrittore è lunga e piena di difficoltà e non è facile trovare subito un buon lavoro. Così, mentre era in cerca della sua grande occasione Stan Lee ha lavorato per un certo tempo in una redazione, il cui nome non è mai stato rivelato, occupandosi dei necrologi. Successivamente ha lasciato il lavoro, ritenendolo deprimente, ma non si può certo negare che abbia fatto la sua gavetta!

Nella sua visione Hulk era originariamente grigio

Character poster di Avengers: Infinity War dedicato a HulkDisney/Marvel Studios

È un fatto piuttosto noto per chi ama il personaggio, ma non tutti sanno che nella versione originariamente concepita da Stan Lee, il Golia Verde era... grigio. Così infatti è comparso sul primo numero della sua testata, ma si scoprì rapidamente che il tale tonalità era piuttosto complicata da gestire e soprattutto da mantenere costante. Così, dal secondo albo, nonostante le richieste dell'autore originale, si decise di cambiare il colore di Hulk in verde e il resto è storia.

Trasformò in supereroi i Backstreet Boys

Come abbiamo visto, non era raro che Stan Lee collaborasse attivamente con celebrities per progetti legati al mondo dei supereroi e questo è il caso di The Backstreet Project. In questo fumetto del 2000, i Backstreet Boys vengono incaricati di proteggere dei rarissimi amuleti mistici e per poter svolgere il compito ricevono superpoteri. Nasce così il gruppo dei Cyber Crusader, formato da Ninja Man, Illusioneer, Ordnance, Top Speed e Power Lord, ovvero le identità segrete dei membri della boy band. Oltre all'albo i personaggi sono anche comparsi in alcuni corti per il web, ma soprattutto come action figures abbinate ai menù di una catena di fast food.

Ha condotto un reality show sulla ricerca di nuovi supereroi

Tra i vari programmi televisivi a cui ha collaborato nella sua carriera, Who Wants to Be a Superhero? merita una menzione speciale. Si trattava di un reality show in cui un gruppo di futuri supereroi veniva messo alla prova settimana dopo settimana da Lee stesso, alla ricerca del prossimo grande difensore dell'umanità. A vincere le due stagioni del programma sono stati rispettivamente Feedback e The Defuser, che hanno ottenuto una apparizione in un Original Movie del canale Syfy e soprattutto sono diventati protagonisti di un fumetto edito da Dark Horse, realizzando il sogno di tantissimi appassionati.