La recensione di un grande classico: Mattatoio n.5 di Kurt Vonnegut
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I grandi classici: recensione di Mattatoio n.5 di Kurt Vonnegut

di Chiara Poli

Un romanzo sulla guerra, la cui vera protagonista è in realtà la pace. La recensione di un grande classico, che va letto almeno una volta nella via. Ecco Mattatoio n.5, o La crociata dei bambini.

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Mattatoio n.5, o La crociata dei bambini - perché questo sono: ragazzini, bambini mandati ad ammazzarsi l'un l'altro - è un romanzo parzialmente autobiografico in cui Kurt Vonnegut racconta la propria prigionia in Germania alla fine della Seconda Guerra Mondiale, a Dresda, quando la città venne bombardata durante la battaglia decisiva per l'esito del conflitto.

La storia è quella dell'alter-ego di Vonnegut, il soldato Billy Pilgrim, assistente cappellano che odia profondamente il concetto stesso di guerra e, per questo, si rifiuta ostinatamente di combattere. Billy è un pacifista nel mezzo del più sanguinoso conflitto della storia, un ragazzino allo sbaraglio che vive in prima persona un orrore che non fa altro che confermare la sua posizione contro il conflitto.

Durante la sua disavventura, Billy incontra Roland Weary, che è il suo esatto opposto: un fanatico della guerra, aggressivo e violento, che considera Billy colpevole della tragica vicenda che li coinvolge.

Catturato nel 1944, Billy viene trasferito a Dresda nel 1945 in un ex mattatoio: il mattatoio n.5, appunto. Sopravvissuto al bombardamento contro la città, che contribuisce a determinare l'esito della Seconda Guerra Mondiale, Billy torna a casa e inizia a vivere un'avventura incredibile...

Un manifesto del pacifismo

Non voglio raccontarvi altro sulla trama di Mattatoio n.5, perché la narrazione assume una piega imprevedibile.

Una cosa, però, va sottolineata: siamo di fronte a uno dei più celebri romanzi di guerra... Che è diventato un vero e proprio manifesto del pacifismo.

Una testimonianza diretta sull'orrore della guerra e del nazismo, con un riferimento per niente velato anche all'orrore del mattatoio, si trasforma in un'ode alla pace che è stata a lungo censurata.

Credo che voi altri dovrete scovare un fracco di nuove meravigliose bugie, per far sì che alla gente non passi la voglia di vivere.

Demonizzato, proibito, considerato addirittura offensivo, Mattatoio n.5 è uscito nel 1969 per essere subito criticato dagli storici: secondo loro, i numeri che Vonnegut racconta nel libro sulle vittime del bombardamento di Dresda, che riferisce a oltre 135.000 civili, sono errati ed esagerati.

Ma ogni singolo attacco subito da Mattatoio n.5, oggi lo sappiamo, è risultato strumentale: eravamo a poco più di vent'anni dalla fine di una guerra che aveva lasciato ferite aperte e gridarne l'insensatezza, quando molti dei lettori dell'epoca avevano perso qualcuno o preso parte al conflitto convinti di aver agito per un bene superiore, era a dir poco sconveniente.

Ma Vonnegut - su questo voglio essere chiara - non ha mai banalizzato né deriso il sacrificio delle molte vite coinvolte nel conflitto: si è limitato a denunciarne l'orrore, a raccontare come il mondo sarebbe potuto essere diverso senza dover vivere quel trauma irreparabile.

Un viaggio incredibile

Pochi altri romanzi di guerra, e io ne ho letti parecchi, mi hanno colpita come Mattatoio n.5.

Sia perché Kurt Vonnegut è uno scrittore straordinario, capace di coinvolgerti in prima persona nell’assurdità del conflitto vissuto da Billy Pilgrim, come se fossi accanto a lui, come se lo accompagnassi nel suo viaggio incredibile mentre ti racconta una storia in cui - come già anticipato - il vero protagonista è il pacifismo.

Billy sopravvive. Billy Pilgrim - il cui cognome, pellegrino, non è certo casuale - sfugge alla guerra, si salva dal bombardamento di Dresda, viaggia nel tempo, vede coi propri occhi e tocca con le proprie mani orrori passati e futuri, ma soprattutto ci mette in guardia: la pace è l’unica arma in grado di sconfiggere la morte, la paura, la devastazione.

La pace è l'unica opzione per sopravvivere. La pace è l'unica via per la salvezza del mondo e dell'anima.

Non c’è nulla di intelligente da dire su un massacro. Si suppone che tutti siano morti, e non abbiano più niente da dire o da pretendere.

Visionario e detentore dei segreti sul tempo, Billy si trasforma nel nostro sguardo su un mondo che, come spesso accade nei grandi classici, alla fine mostra di non poter cambiare. Non davvero. Il mondo non è maturo. Il mondo non è pronto a meritarsi quel futuro che solo la comprensione del valore della pace porterà ai suoi abitanti.

Un classico immortale che va letto, almeno una volta nella vita.

Mattatoio n.5 di Kurt Vonnegut
Kurt Vonnegut
VOTO10 / 10

La pace è l'unica opzione per sopravvivere. La pace è l'unica via per la salvezza del mondo e dell'anima. La pace è la vera protagonista di questo romanzo di guerra. Da leggere, almeno una volta.

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