Indice

Ti racconterò tutte le storie che potrò: il libro testamento di Agnese Borsellino

di Chiara Poli

Il testamento di Agnese Borsellino è il ricordo di una vita di sacrifici, ma anche di amore. Perché l'amore, solo l'amore, può sconfiggere il male che alberga nel cuore degli uomini. Ecco la recensione di Ti racconterò tutte le storie che potrò.

Indice

Intimidazioni. Minacce. Proposte ingannevoli. Ma anche moltissimi inviti da parte delle autorità a rappresentare il suo coraggio.

Dopo l'assassinio di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta, nella tristemente nota strage di Via d'Amelio il 19 luglio 1992, ad Agnese Borsellino è successo di tutto.

L'hanno minacciata perché tacesse, facendo sparire l'eredità del marito. L'hanno invitata perché parlasse, continuando a ricordare le parole di quel giudice che, insieme all'amico Giovanni Falcone - anch'egli massacrato insieme alla moglie e agli agenti della scorta a Capaci, il 23 maggio dello stesso anno - stava conducendo una lotta alla mafia senza precedenti.

Devi essere forte. Non si può avere paura. Non possiamo dargliela vinta.

Ti racconterò tutte le storie che potrò parla di questo, ma anche di quella dimensione umana, famigliare e sentimentale che rende Paolo Borsellino non solo un uomo che ha dato la vita per lo Stato, ma anche un marito, un padre e un amico prezioso.

Ci sono libri che tutti dovremmo leggere. Questo dovrebbe essere reso obbligatorio nelle nostre scuole.

Storia di una, dieci, cento vite

Il testamento di Agnese Borsellino è uscito nel 2013, a pochi mesi dalla sua morte per quella malattia invisibile che la donna combatteva da tempo, e di cui ci parla nel suo libro.

Scritto insieme a Salvo Palazzolo, che l'ha aiutata a mettere ordine nei ricordi e nei pensieri di una vita, Ti racconterò tutte le storie che potrò è il racconto della vita professionale e privata di Paolo Borsellino, dell'incontro e dell'amore con la moglie Agnese, della nascita e del legame indissolubile con i tre figli: Lucia, Manfredi e Fiammetta.

Ma è anche un grido d'accusa, un manifesto sulla giustizia, il tramite con cui Agnese ci tramanda le parole del suo Paolo, la sua dedizione alla guerra - perché di questo stiamo parlando: di una vera guerra - alla criminalità organizzata.

Non è solo la mafia. È anche qualcuno dentro lo Stato.

Agnese ha vissuto molte vite. Prima di conoscere Paolo, dopo averlo incontrato, dopo essere diventata madre, dopo aver perso l'amore della sua vita, dopo aver scoperto la malattia contro la quale ha dovuto combattere a lungo.

Ha conosciuto il dolore più straziante, la disperazione, la paura, la limitazione della libertà. Ma ha sempre vissuto tutto con quella fede incrollabile nell'unica cosa in grado di farle superare ogni ostacolo: l'amore.

Ti racconterò tutte le storie che potrò è un libro di memorie, di denuncia, di invito a non mollare mai. Soprattutto, però, è un libro sull'amore.

L'amore per la vita, per la giustizia, per la patria, per l'onesta. L'amore che trasforma tutto - inclusa la propria vita - nell'unico strumento per opporsi all'orrore del mondo. E non di un mondo qualsiasi: del nostro. La nostra Italia. Quel Paese che, a vent'anni dalle stragi del 1992, Agnese Borsellino sognava di veder rinascere.

"Giovanni è morto fra le mie braccia". In quell'abbraccio c'è tutta la vita di mio marito.

Lacrime, dolore e vergogna

Ho pianto tanto, leggendo questo libro. Tantissimo.

Mi sono commossa immaginando quella coppia innamorata, con lei che suonava il piano e lui che cantava, mentre i loro figli erano gli unici spettatori di un’intimità famigliare che molti non conosceranno mai.

Ho versato calde, amare lacrime nel sentire le parole di Paolo Borsellino e il racconto di Agnese, che di quelle parole si nutriva anche e soprattutto quando lui non c’era più e lei combatteva da sola contro un male incurabile.

Il senso della vergogna sembra essere andato perduto.

E poi ho pianto, ho pianto davvero. Mentre il sogno di un Paese migliore, il sacrificio di un uomo e della sua famiglia, oggi, vengono traditi con la scarcerazione di centinaia di boss mafiosi. Ho pianto di vergogna, per il Paese di cui senza dubbio anche lei e suo marito, e l’amico Giovanni Falcone, oggi si vergognerebbero profondamente.

E ho pianto per quella vita "in quarantena", quella vita blindata che i Borsellino e i Falcone, e moltissimi altri, hanno vissuto per noi. Noi, che ci lamentiamo di essere "agli arresti domiciliari" mentre quegli stessi mostri che il pool antimafia più agguerrito di sempre aveva incastrato, tornano liberi nelle loro case.

Ti racconterò tutte le storie che potrò è un libro forte, uno schiaffo in pieno viso, un pugno nello stomaco.

Leggerlo oggi, mentre gli ideali per i quali Falcone e Borsellino hanno consapevolmente dato la vita vengono calpestati dallo Stato, è un'esperienza che lascia il segno.

Un colpo di Stato

Troverete molti nomi, in questo libro. Molte storie, anche attuali.

Nino Di Matteo, Giorgio Napolitano, Nicola Mancino, Francesco Cossiga, Leonardo Sciascia. Scoprirete voi in che modo tutti loro sono coinvolti nelle storie della lotta alla mafia o dei suoi rapporti con lo Stato.

Approfondirete, se vorrete. Studierete la nostra storia. Io vi consiglio di farlo. Perché sapere è l’unica cosa che non possono impedirci di fare.

Ricordare i sacrifici di uomini normali, mariti e padri che avevano scelto di imporre anche alle loro famiglie una vita blindata, è l'unico modo per far sì che il male non trionfi mai. Imparare a memoria le loro parole è lo strumento che abbiamo per portare avanti gli ideali di verità e giustizia per i quali hanno dato il bene più prezioso: la vita.

Leggere questo libro. Ricalibrate le vostre priorità. Imparate che tipo di persone volete essere e in quale modello di Stato volete vivere.

Combattete, come hanno fatto Paolo e Agnese. Combattere per loro, e per voi.

E fatelo adesso. Perché ora più che mai ne abbiamo un disperato bisogno.

Ti racconterò tutte le storie che potrò: il libro testamento di Agnese Borsellino
FrasiX
VOTO10 / 10

Una storia d'amore. Una vita di sacrifici. Un duro atto di denuncia. Il testamento di Agnese Borsellino, con le parole del suo Paolo, dovrebbe essere reso obbligatorio nelle scuole italiane.

Vogliamo la tua opinione!