I signori dei mostri: recensione del manga sul folklore giapponese
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I signori dei mostri: recensione del manga con protagoniste le creature del folklore giapponese

di Silvio Mazzitelli

un manga dedicato al folklore e alle leggende sulle creature più spaventose del Giappone.

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I mostri in ogni cultura sono una costante di miti e leggende. Le storie di fantasmi o di creature mostruose esistono da sempre, e col tempo hanno creato innumerevoli storie ispirate dal passato. Basti guardare a quanti libri o film sono giunti a noi dalle leggende di vampiri e lupi mannari. Anche in Oriente esistono talmente tanti mostri caratteristici che si potrebbe creare un’enciclopedia intera a loro dedicati, e a testimoniarlo è il manga I Signori dei Mostri.

Questo fumetto, che in originale si chiama Nurarihyon no Mago (il nipote di Nurarihyon) adatta il mondo fatto di mostri e spiriti giapponesi in uno shonen manga fatto di battaglie tra mostri. L’autore di quest’opera è Hiroshi Shiibashi, che ha pubblicato I Signori dei Mostri su Shonen Jump dal 2008 fino al 2012 per un totale di 25 numeri. Il manga è giunto anche in Italia dove è stato pubblicato completamente da Planet Manga.

L’opera è incentrata su un Giappone moderno dove all’ombra della civiltà umana sono esistiti da sempre i mostri, che rappresentano un po’ la parte oscura del mondo, ma non per forza in senso negativo. Se gli uomini e gli animali sono creature di luce, i mostri sono creature d’oscurità, che bilanciano perfettamente la loro esistenza in un universo che si basa sui principi dello Yin e dello Yang.

La trama

I signori dei mostri personaggi
Shueisha/Hiroshi Shiibashi

Protagonista di questa storia è Rikuo Nura, nipote del grande Nurarihyon, considerato da tutti come il Signore dei Mostri, dato che guida una marcia infernale composta da oltre un centinaio di clan di demoni. Rikuo è però un bambino solo per un quarto mostro, e sebbene durante l’infanzia volesse diventare un grande e potente mostro come suo nonno, crescendo ha deciso di ripudiare la sua parte demoniaca per vivere come un umano.

All’età di 13 anni Rikuo è considerato un adulto per i mostri e Nurarihyon vorrebbe farlo diventare il “Terzo Signore dei Mostri”, ma nell’alleanza dei clan sembra esserci qualcuno che trama perché ciò non avvenga. Rikuo, per salvare i suoi amici di scuola, è costretto dunque ad assumere la sua forma notturna, ossia una forma che sfrutta il suo potere di mostro per combattere.

Ben presto Rikuo si renderà conto che il suo potere nella sua versione notturna è prezioso per proteggere il mondo che ama, soprattutto contro altri potenti mostri, come la temibile Hagormo Kitsune, che vogliono eradicare gli umani e i mostri che non si piegano al suo volere. Riuscirà Rikuo, insieme alla sua marcia infernale composta da fedeli mostri da sempre suoi amici a sconfiggere questa minaccia?

La marcia infernale

Rikuo Nura I signori dei mostri
Shueisha/Hiroshi Shiibashi

Shiibashi con I Signori dei Mostri, riesce a inventare un mondo dove le creature del folklore nipponico prendono vita e si amalgamano perfettamente con la realtà attuale. L’aspetto geniale di questo shonen manga è che l’organizzazione dei diversi mostri ricalcano quella dei clan della Yakuza, la mafia giapponese. I mostri che compaiono in questo manga sono tutti presi da vere leggende dei diversi luoghi del Giappone, dunque troveremo creature famose nel folklore appartenenti a clan e situati nella regione dove i veri racconti parlano di loro.

Quindi l’associazione di Nurarihyon si scontrerà poi per il territorio con altri invasori venuti a rubare il loro territorio. Altro elemento molto ben riuscito è il concetto di paura. I mostri, seppur si nutrano genericamente di cibi solidi, hanno bisogno della paura degli umani per esistere ed essere considerati temibili. Nella gerarchia dei mostri la paura che questi sanno incutere è un fattore importantissimo in grado di decidere le battaglie tra di essi, e scopriremo che esistono diversi tipi di paura che vanno dal terrore assoluto a una forma riverenziale non del tutto negativa basata sul rispetto, come quella che genera Nurarihyon e suo nipote Rikuo quando è trasformato in mostro.

I Signori dei Mostri è dunque una sorta di enciclopedia degli Yokai, degli spiriti e dei demoni del folklore nipponico adatta a tutti, dove queste creature sono ben rappresentate nelle loro caratteristiche e peculiarità. Si nota molto infatti che l’autore è un appassionato di questa tipologia di storie per via dei molti dettagli tratti dalle versioni classiche di ogni mostro, che vanno a influenzare l’aspetto e i poteri di ognuno di essi.

La storia in sé è divisa in quattro saghe principali che coprono i 25 volumi da cui il manga è composto. Le prime due saghe si distinguono per una buona struttura, classica per chi ha un po’ di esperienza in fatto di shonen manga, ma molto ben realizzate per quanto riguarda combattimenti e personaggi. Le ultime due invece calano di tono, con l’ultima che appare troppo affrettata, saltando alcuni combattimenti e chiudendo troppo bruscamente alcune linee narrative.

I personaggi sono indubbiamente la parte più riuscita del manga, soprattutto per quanto riguarda i comprimari. Rikuo è infatti il classico protagonista da shonen senza infamia e senza lode, molto buono e impacciato normalmente, ma che si trasforma in una versione più sicura di sé e sfacciata quando assume la sua forma demoniaca. I comprimari, come i demoni Aotabo e Kurotabo, Kubinashi il senza collo e molti altri, sono molto carismatici e riescono nell’intento di far affezionare il lettore alle loro sottotrame.

Altri invece come gli amici di scuola di Rikuo e Tsurara, la donna delle nevi (un demone tipicamente giapponese) che supporta il protagonista per tutto il manga, sono presentati come molto importanti nell’economia della storia per poi essere poco incisivi quando serve. Specialmente Tsurara, spesso non si dimostra all’altezza del suo ruolo.

Anche i nemici sono divisi tra alcuni ben riusciti e altri meno, come ad esempio Hagoromo Kitsune, che è probabilmente il nemico più riuscito nella serie sia caratterialmente che come design. I combattimenti sono poi resi molto bene soprattutto per il concetto di paura, dove ogni mostro ha la sua che poi dimostra tramite le sue personali tecniche speciali. Alcuni combattimenti, soprattutto nelle parti finali, risultano troppo veloci e poco coinvolgenti rispetto a quelli dei primi numeri.

Lo stile grafico è di qualità molto alta, con alcune tavole molto d’impatto che riproducono uno disegno molto simile al classico stile di pittura antico giapponese, basato su acquarelli e tonalità forti. In definitiva, I Signori dei Mostri è uno shonen piuttosto riuscito soprattutto nella prima metà, che poi perde un po’ del suo carisma iniziale a causa di alcune scelte infelici e una fretta nel finale che probabilmente non è dipesa nemmeno tanto dall’autore, ma più dai suoi editori. Cose che purtroppo succedono spesso nell’industria del manga giapponese.

VOTO7.5 / 10

Un manga che esplora bene il mondo dei mostri giapponesi, con un inizio esplosivo che esaurisce la sua carica nella seconda metà della storia.

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