Sulla strada: la recensione del capolavoro di Jack Kerouac

di Laura De Rosa

Desiderio di ribellione, ricerca di autenticità, fuga dal conformismo, viaggio inteso come forma di conoscenza di sé e degli altri, amicizia, Sulla strada di Jack Kerouac è tutto questo e molto di più.

Indice

Sulla strada, On the road, il capolavoro di Jack Kerouac, il romanzo autobiografico che ha conquistato generazioni di giovani divenendo un manifesto della Beat Generation. Classificato tra i migliori libri del secolo ventesimo, con milioni di copie vendute, è uno di quei libri che vanno letti, a prescindere.

La prima pubblicazione risale al 1957 e da allora di "strada" ne ha fatta parecchia. Un libro dalle molteplici chiavi di lettura, incentrato sul viaggio on the road dei protagonisti, Sal Paradise, alter ego dello stesso Jack Kerouac, e Dean Moriarty (Neal Cassady), alla scoperta degli Stati Uniti d'America e nell'ultima parte, del Messico, lungo diversi anni di spostamenti.

Un modo di viaggiare, il loro, da vagabondi, da spiriti liberi e ribelli desiderosi di una vita diversa, opposta al bigottismo dell'America dei loro tempi.

Trama

Sal è un ragazzo del college, vive a New York, dove ha modo di conoscere il suo futuro compagno di avventure, Dean Moriarty, da cui si sente irresistibilmente attratto per via della sua personalità ribelle, desiderosa di libertà. Ma sono due persone diverse, se Sal, alter ego dell'autore, è ambizioso e ha voglia di sfondare come scrittore, Dean è poco propenso al lavoro, anti-borghese e desideroso di una vita intensa, fatta di sesso, droghe, alcol, scoperta.

Il loro viaggio inizia nel 1947 da New York portandoli in diverse parti degli Stati Uniti, da Chicago a San Francisco, da Denver fino in Messico. Avventure che li vedono profondamente uniti ma anche separati: se infatti nella prima parte del romanzo Sal ammira l'amico e la sua sicurezza in se stesso, così come la sua visione della vita decisamente anti-conformista, nel corso del libro sente il peso di quel modo di vivere che lo allontana da un'esistenza più tranquilla. E sarà proprio attraverso il viaggio che Sal imparerà a conoscersi e a capire quali sono i suoi desideri più autentici.

Recensione

In "On the road" il viaggio viene vissuto come scoperta di sé, ma anche dell'altro, come forma di libertà e di ribellione a un sistema castrante e vincolante che all'individuo lascia poco spazio. Il mondo non è poi tanto cambiato da allora!

E Kerouac, genio assoluto, descrive tutto questo con un linguaggio innovativo che sembra fatto apposta per il tipo di esperienze che vive sulla strada. Un linguaggio volutamente spontaneo, caratterizzato da un particolare ritmo e dall'improvvisazione, possibile grazie a una sorta di trance che permette ai pensieri, come diceva Kerouac, di diventare "diret-tamente" parole.

Eppure, nonostante sia un inno alla libertà che ha contribuito a renderlo tanto popolare anche tra i giovanissimi, il libro cela tra le righe una sensazione di fallimento, sconfitta, delusione. Fra l'altro Sal, dopo ogni viaggio, si sente tormentato, e tenta di ricominciare una vita normale, senza riuscirci, guidato da un'irrequietezza interiore che lo induce a ripartire e a ripartire ancora.

Il libro venne scritto in 3 settimane, quando l'autore aveva 29 anni, e si basa sui viaggi reali di Kerouac, tant'è che molti personaggi sono citati tramite pseudonimi.

La storia è narrata in prima persona proprio da lui ed evidenzia un rifiuto del conformismo borghese, della vita tranquilla, a cui si oppone il viaggio, il vivere alla giornata, l'uso di droghe ed alcol. Il tutto finalizzato alla ricerca di un'alternativa ai modelli preconfezionati della società di massa. Mentre l'irrequietezza regna sovrana.

VOTO10 / 10

Il capolavoro di Jack Kerouac, un inno alla libertà, un romanzo ribelle e rivoluzionario, classificato tra i migliori romanzi del secolo XX.