Come il mare in un bicchiere, le riflessioni di Chiara Gamberale

di Cristina Migliaccio

Abbiamo affrontato il lockdown causa Coronavirus, ma perché non parliamo invece di quella quarantena interiore che silenzia i pensieri e talvolta le emozioni?

Chiara Gamberale torna in libreria non con un romanzo, non con una fiaba, non con un saggio, ma con una riflessione. Il mondo intero ha affrontato (e sta affrontando) le conseguenze di un difficile lockdown, ma cosa ne sappiamo di quel lockdown che talvolta abbiamo dentro di noi? Quello dentro alla testa che non ne vuole sapere del mondo Là Fuori? In questa sorta di diario, la Gamberale ha voluto mettere da parte la fantasia ma non ha rinunciato al suo tocco narrativo, un incrocio tra vivida realtà e impronta fiabesca, una storia che non è altro che la storia di tutti.

Siccome quella della Gamberale non è altro che una riflessione, quella che vorrei condividere con voi non può essere una recensione perché, da recensire, c'è ben poco. Quello che vorrei condividere invece è il senso di sollievo che mi ha dato la lettura di queste brevi pagine, perché Chiara non ha avuto paura di mettere su carta quello che forse tutti abbiamo avuto modo di pensare in questo periodo.

Il lockdown che ci è stato imposto, se da una parte ha iniziato a impostare dei limiti, ci ha anche permesso di eliminarne degli altri, quelli che avevamo imposto a noi stessi: tutti quegli appuntamenti in rubrica presi per il senso del dovere, quelle cene con amici di amici che forse neanche ci andava di rivedere, tanti impegni soltanto per far felice tizio o caio. Ma a che scopo? Chiara riflette sulla stasi della quarantena che invece ha permesso al suo Dentro di testa di allentare la presa, di farla respirare per la prima volta e tutta l'ansia della maternità, l'oppressione della vita e il continuo rincorrere un appuntamento dopo l'altro sono stati cancellati da un annuncio all'altro di Giuseppe Conte, tutti immobili davanti alla televisione in attesa di scoprire il nostro destino.

Quando l'epidemia finirà, non è da escludere che ci sia chi non vorrà tornare alla sua vita precedente. Chi, potendo, lascerà un posto di lavoro che per anni lo ha soffocato e oppresso. Chi deciderà di abbandonare la famiglia, di dire addio al coniuge o al partner. Di mettere al mondo un figlio o di non volere figli. Di fare coming out. Ci sarà chi comincerà a credere in Dio e chi smetterà di credere in lui.

Chiara Gamberale ci aiuta a ritrovarci. In questo diario, tutte le paure, le angosce, le verità nascoste sono salite a galla sotto forma d'inchiostro. Ne avevamo realmente bisogno?, direte voi. Se l'è chiesto anche l'autrice, più di una volta, e del resto ha specificato che questo non voleva essere un diario di bordo del suo lockdown, piuttosto la raccolta di diverse voci e della loro personale quarantena interiore, di chi l'affetto continua a cercarlo senza trovarlo e chi invece, di quello che ha, non sa cosa farsene. Di chi vuole una famiglia e chi vuole la famiglia di qualcun altro. Di chi aveva paura di stare con gli altri e poi, d'improvviso, senza quegli altri non riesce a stare. Cosa ne sarebbe di Chiara senza i suoi Amici dell'Arca senza Noe? E chi può scegliere per noi cos'è la famiglia o un affetto stabile? Tante domande alle quali Chiara prova a dare una risposta in punta di piedi, come un folletto che saltella per la foresta cercando di portare allegria (solo che Chiara porta risposte).

In me sto bene

come il mare in un bicchiere

ma se sono confinato in questo calice

qualcuno mi può bere

Non troverete un romanzo, non troverete una trama, ma troverete una storia in Come il mare in un bicchiere: la vostra.

Come il mare in un bicchiere di Chiara GamberaleFrasiX
Come il mare in un bicchiere di Chiara Gamberale
VOTO7.5 / 10

La Gamberale ci accompagna per mano nel suo Dentro di Testa, un mondo qualche volta chiuso a chiave per la paura di affrontare la realtà: e se non fosse poi così male, quella realtà?