La recensione di Maledetti da Dio, il diario di guerra di Sven Hassel
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Maledetti da Dio di Sven Hassel: l'orrore di una guerra sbagliata

di Chiara Poli

Sven Hassel, disoccupato, si arruolò volontariamente nel 1937 nell'esercito tedesco. Solo in seguito capì di aver commesso un errore gravissimo, a cui poteva rimediare solo scrivendo... Il suo primo libro sulla Seconda Guerra Mondiale: Maledetti da Dio.

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La Seconda Guerra Mondiale raccontata da un punto di vista diverso dagli altri: quello di un disertore che, finito ai lavori forzati, ha l’occasione di tornare libero quando viene chiamato a lavorare come sminatore. Un lavoro pericoloso, duro, che non lascia spazio ai dubbi.

Ma non è così che Sven Hassel, arruolato di forza in una delle cosiddette “compagnie di disciplina” troverà la libertà. Perché la libertà, per chi si rifiutava di combattere per Hitler, non poteva esistere.

La trama di Maledetti da Dio

I maledetti da Dio sono loro: i disertori, i criminali, i prigionieri politici che erano finiti ai lavori forzati, o in prigione, e che Hitler recluta perché ha bisogno di ogni singolo uomo disponibile.

Naturalmente, nessuno di loro vuole combattere. Per questo vengono create le compagnie di disciplina, in cui i reietti subiscono un addestramento durissimo, con il preciso scopo di sottomettere uomini che di sottomettersi non volevano saperne.

Sven Hassel, disoccupato nato in Danimarca, nel 1937 si arruola nell’esercito tedesco per sfuggire alla fame. Non aveva idea della portata di ciò che sarebbe successo in Europa, dell’Olocausto, dello sterminio ludico voluto da Hitler.

Per questo diserta. Ma una volta che sei finito al servizio di Hitler, non hai scampo: o ci resti, o fai una brutta fine.

Così Sven si ritrova in una compagnia di disciplina, attorniato da spietati assassini senza morale, pronto a prendere parte alle battaglie sul suolo francese, russo e italiano.

Sopravvissuto, decide di raccontare in una serie di libri l’orrore della guerra.

Maledetti da Dio: la guerra raccontata da chi ha dovuto combatterla

Sven Hassel era stato ingenuo. Abbagliato dai proclami, convinto che la Germania avrebbe vinto la guerra, ignaro di ciò che Hitler aveva previsto per il popolo ebraico -e non solo - si era arruolato in cerca di un modo per sfuggire alla disoccupazione.

Aveva capito fin troppo presto di aver commesso un errore. Non era un codardo, ma aveva paura. Non era un traditore, aveva semplicemente capito di essere dalla parte sbagliata. Non era un guerrafondaio, voleva solo far parte di qualcosa. E in guerra, si sa, i compagni diventano la tua famiglia.

Ma quando quei compagni sono i peggiori criminali in circolazione, le cose assumono tutta un’altra prospettiva.

Le compagnie di disciplina erano quelle a cui venivano riservate le missioni peggiori, le più pericolose, per le quali venivano preparate con metodi disumani.

Sven Hassel era stato in un campo di concentramento. Da lì aveva potuto uscire solo finendo nell’inferno di una compagnia di disciplina che l’avrebbe trasformato in una delle voci più forti della Seconda Guerra Mondiale: scrisse quattordici libri sulla sua esperienza, e Maledetti da Dio è il primo.

Scrivere fu l’unico modo che Hassel trovò per rimediare al più grande errore che potesse fare: pensare che la Germania fosse nel giusto.

Espiare la colpa di aver servito Hitler volontariamente, sebbene per un brevissimo periodo, significava gridare al mondo la verità, l’orrore di una guerra senza precedenti nella storia dell’umanità. Il dolore e la rabbia per la morte che regnava ovunque.

Sven Hassel ci racconta la guerra con un linguaggio semplice e al tempo stesso terrificante.

Maledetti da Dio è un romanzo agghiacciante nella sua lineare verità.

Solo un testimone dell’orrore è in grado di raccontare la mostruosità di una guerra mossa non dall’interesse o dalla smania di conquista, ma dall’odio. Odio puro, semplice, raccapricciante.

Maledetti da Dio libro
Frasix / Longanesi
Maledetti da Dio di Sven Hassel
VOTO8 / 10

Sven Hassel si arruolò nell'esercito tedesco, commettendo un errore imperdonabile. Poteva rimediare solo raccontandoci l'orrore di una guerra mossa dall'odio. Puro, semplice, agghiacciante.

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