Zora la Vampira: un classico del fumetto erotico italiano

di Lorenzo Bianchi

Tra le più celebri icone del fumetto erotico italiano degli anni '70, Zora la Vampira torna in edicola grazie a Editoriale Cosmo, pronta a farsi apprezzare dalle nuove generazioni.

Quando in Italia si parla di fumetti, c'è un filone che, nonostante una vastissima e variegata produzione, viene spesso escluso dalle discussioni sull'argomento. O meglio, si finisce sempre a parlare delle creazioni di soli due autori: Milo Manara e Guido Crepax. Ovviamente il filone in questione è quello del fumetto erotico, molto in voga negli anni '70 e di cui Manara e Crepax sono tra gli indiscussi Maestri.

Guardando un po' oltre ai lavori di queste due importanti figure della Nona Arte troviamo però tutto un sottobosco di eroine che, per interi decenni, hanno stimolato la fantasia dei lettori delle edicole. Certo, le loro avventure non dispongono della carica erotica, raffinata e autoriale, della Valentina di Crepax o della Gulliveriana di Manara, ma non è questo un valido motivo per riporle nel dimenticatoio.

Deve aver così pensato Editoriale Cosmo, che da questo mese porta nelle edicole, lì dove tutto è iniziato, una collana di brossurati tascabili che mensilmente riproporranno i classici del fumetto erotico italiano.

Per la prima uscita, già disponibile nei negozi, si è deciso di puntare su una delle più affascinanti eroine che hanno animato questo genere. Parliamo di Zora la Vampira, la sexy non-morta ideata per l'Edifumetto da Renzo Barbieri, le cui gesta si sono protratte per quasi trecento numeri dal 1972 al 1985.

Ispirata nelle fattezze all'attrice Catherine Deneuve, le sue avventure rientrano in quel filone in cui il nero si intreccia con l'erotico, con trame che alternano momenti horror/splatter ad altri in cui sono il sesso e l'erotismo a farli da padroni. Dopotutto Zora è una vampira molto particolare.

Trasformata dal Conte Dracula in persona dopo che suo padre, il professor Pabst, aveva trasportato quest'ultimo dalla Transilvania a Londra per studiarlo, grazie a un magico filtro la bella non-morta è in grado di sopravvivere alla luce del sole. Se inizialmente questa abilità le permette di tentare di sfuggire alla sua nuova condizione, con il passare del tempo Zora si abbandonerà del tutto al suo lato oscuro, sfruttandola per mischiarsi tra la gente normale e saziare così più facilmente la sua sete di sangue e di piaceri carnali.

Zora vista da Giovanni Romanini
Giovanni Romanini

Nei due albi che Editoriale Cosmo ha deciso di presentare al pubblico nel primo numero di questa sua nuova collana non troverete le origini del personaggio bensì La bara a due piazze e Il casto eremita, due episodi tratti dalla seconda serie sul personaggio, da molti considerate tra le migliori dell'intera epopea della sexy vampira.

Scritte da Rubino Ventura - pseudonimo di Giuseppe Pederiali – e disegnate da Birago Balzano, queste storie ben presentano ai lettori atmosfere e intenti del fumetto, portando in scena tutti gli elementi chiave che animano le avventure della bionda non-morta.

Ci sono infatti momenti esplicitamente erotici e altri vortiginosamente splatter; c'è l'immaginario horror dei romanzi gotici dell'Ottocento, con tanto di apparizione di Dracula e Satana; c'è perfino la prima apparizione di Frau Murder, vampira dai capelli corvino che, nel corso degli anni, diventerà l'amante di Zora nonché la co-protagonista della serie.

Una perfetta porta d'ingresso, dunque, per scoprire o riscoprire un classico del fumetto erotico degli anni '70, a cui – ed è l'unico appunto che mi permetto di fare a questa edizione – avrei personalmente aggiunto qualche pagina di apparato redazionale che lo contestualizzasse maggiormente rispetto a quanto fatto dalla breve, seppur buona, introduzione in seconda di copertina.

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