Mix, la recensione del sequel di Touch

Mix, passione per il baseball e nostalgia anni '80 nel manga di Mitsuru Adachi

di Giulia Greco

Mitsuru Adachi ci riporta nei corridori dell'istituto Meisei e sui suoi campi da baseball con Mix, lo spin-off sequel di Touch.

La grande passione del maestro Mitsuru Adachi per il baseball torna a riempire le pagine della rivista Monthly Shōnen Sunday con Mix, lo spin-off sequel di Touch, il più grande capolavoro del mangaka.

Sullo sfondo del noto istituto superiore Meisei, si svolgono le vicende dei fratelli Tachibana – Toma e Soichiro (e la govane Otomi) –, che aspirano a diventare delle leggende del baseball giovanile esattamente come i ragazzi che li hanno preceduti, gli indimenticati gemelli Uesugi.

Ambientato ventisei anni dopo la conclusione delle avventure di Tatsuya e Minami, Mix è una celebrazione della vita, dell'adolescenza e del baseball che si lascia apprezzare anche da chi proprio non ama questo sport.

Gran parte del suo fascino deriva dal talento di Mitsuru Adachi, che sempre riesce a mostrare al meglio le dinamiche e le frustrazioni tipiche dell'adolescenza, non attraverso miriadi di parole, ma con una singola espressione del volto.

Come già fatto in Touch, manga di culto degli anni Ottanta, Adachi descrive la vita quotidiana dei suoi protagonisti, che si dividono tra sport, musica, scuola e la scoperta di nuovi sentimenti. Sono le interazioni umane tra i fratelli Tachibana (che restano uniti di fronte alle avversità pur non condividendo alcun legame di sangue), con il loro ritmo lento e rilassato, il vero fulcro della narrazione della storia.

Se per alcuni lettori, alla ricerca di un ritmo più serrato e di un racconto che fa dello spirito di competizione il proprio motore, questo potrebbe essere un difetto, quasi un deterrente, per quelli che invece sono avvezzi allo stile e alla poesia di Mitsuru Adachi Mix è il fumetto perfetto.

Riesce a catapultarci indietro nel tempo, a farci ricordare di Tatsuya e dei suoi compagni, ma allo stesso tempo, Mix sta in piedi da solo. È un racconto tutto nuovo, in cui manca quel senso di malinconia che aveva contraddistinto le pagine di Touch e regna invece uno spirito più scanzonato.

Secondo qualcuno, quella di Mix potrebbe essere definita una storia di fantasmi, perché sembra impossibile non avvertire l'imponente presenza del meraviglioso protagonista di Touch o non riconoscere situazioni già vissute e sperare di rivedere i personaggi che ci hanno tenuto compagnia qualche decennio fa (e qualcuno fa davvero capolino, vi dicono nulla i nomi di Harada e Nishimura?).

Eppure questa nuova serie di Mitsuru Adachi non è nulla di tutto ciò. Pur non evidentemente legandosi all'opera che l'ha preceduto, con Mix Adachi sembra piuttosto voler raccontare di un universo parallelo, una sorta di “What if...?” in cui due fratelli crescono amando il baseball e giocandolo insieme sul campo. Cosa sarebbe successo se Tacchan e Kacchan avessero condiviso la gloria del Koshien? Mix ci offre un'ipotetica risposta, mostrandoci due giovani ragazzi alle prese con una sfida certo difficile, con una vita che non sempre regala gioie e sorrisi, ma anche con una quotidianità sulla quale non grava mai il perso di una perdita tanto devastante.

Edito in Italia da StarComics e attualmente in corso, Mix è un racconto avvincente e nostalgico, in cui si mescolano tutti i grandi temi cari al maestro Adachi: il baseball, la famiglia e quel pizzico di romanticismo che non guasta mai. Una storia imperdibile per tutti gli appassionati del lavoro del poeta del fumetto.

VOTO8 / 10

Con Mix, Mitsuru Adachi ci accompagna in un viaggio sul viale dei ricordi e al tempo stesso ci fa fare la conoscenza di nuovi, intriganti personaggi.

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