Recensione di Daisy Jones & The Six, di Taylor Jenkins Reid

Daisy Jones & The Six, la recensione del romanzo rock di Taylor Jenkins Reid

di Cristina Migliaccio

Daisy Jones, voce ribelle del rock, incrocia la strada dei Six e da quel momento la sua vita non sarà più la stessa.

Daisy Jones and The Six prende alla lettera “sesso, droga e rock’n’roll”. Il romanzo di Taylor Jenkins Reid ci catapulta nel carismatico mondo degli anni ’70 e ci trascina in un continuo turbine di rabbia, meraviglia, musica e fragilità, talvolta impastate tutte insieme e gettate alla rinfusa nel grande ciotolone che è il palcoscenico della band per mostrarci la vera natura dei protagonisti. Arrivato in Italia l’8 settembre grazie a Sperling & Kupfer, Daisy Jones & The Six ha già incantato il mondo con personaggi elettrici e una protagonista tutta pepe che, seppur rappresentando il perfetto cliché musicale degli anni ’70, rende le fragilità la sua più grande bellezza.

Amazon ha già messo le mani sui diritti televisivi di questa storia, quindi molto presto la vedremo anche adattata come una serie televisiva, il che, dopo averlo letto, non mi stupisce perché il romanzo si presenta come un documentario, non esiste una narrazione lineare (né prima né terza persona), bensì la storia è costruita sulle parole, pensieri e fatti narrati da tutti i protagonisti chiamati in causa – tramite intervista - per raccontare chi sono Daisy Jones and The Six. Una storia che sembra reale, ma non lo è, eppure per tutta la lettura il dubbio di star leggendo qualcosa che è accaduto realmente è un tormento palpabile.

Daisy Jones non ha studiato musica, non ha seguito corsi di canto: il suo è quello che potremmo definire un vero e proprio talento. Approcciatasi al rock, molto presto Daisy diventa un’icona mondiale e la sua voce graffiante ottiene una forte eco, al punto da arrivare a una nota rock band, i Six, e instaurare con loro una partnership. Incidere un album insieme non sarà facile, soprattutto perché il frontman, Billy, è abituato a lavorare da solo sulle proprie canzoni. Il rapporto odio-amore che s’instaura tra i due cantanti è avvincente, c’è tanta rabbia repressa, tanta ingiustizia ingoiata da entrambe le parti, c’è chi la soffoca con alcool in eccesso e chi invece preferisce stordirsi pur di non affrontare i malesseri della vita.

In questo romanzo c’è tormento ma anche tanta voglia di vivere, i personaggi – anche quelli secondari – affrontano oggi giorno una punta d’ingiustizia destinata a diventare un grande palloncino di malcontenti per poi scoppiare all’improvviso. Ho trovato la scrittura della Reid a tratti delicata, poetica, come se sapesse toccare sempre le corde giuste al momento giusto. E, seppur l’amore sia costantemente tirato in ballo, la verità è che in questo romanzo non c’è spazio per l’amore, o quantomeno per l’amore con un lieto fine.

Quindi, se è questo che state cercando, potreste rimanere delusi, ma vi dico che invece è una scelta giusta e sensata: dopo aver unito tutti i tasselli del puzzle, vi renderete conto anche per voi che è così.

VOTO8 / 10

Daisy Jones and The Six prende alla lettera “sesso, droga e rock’n’roll”, ci catapulta negli anni ’70 e ci trascina in un continuo turbine di rabbia, meraviglia, musica e fragilità.

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