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Memorie di un gentiluomo: nel mondo sexy e disperato dei bordelli parigini

di Elisa Giudici

Dopo Sakuran, Moyoko Anno torna ad esplorare la psicologia e i desideri di quanti frequentano il mondo della prostituzione, da clienti e da lavoratori: la recensione di Memorie di un gentiluomo.

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I rapporti d'amore e potere tra uomini e donne sono al centro dell'opera di Moyoko Anno, influente mangaka giapponese che ha dettato il passo a un'avanguardia di autrici rivoluzionarie tra il 2000 e il 2015, salvo poi conoscere una forte discontinuità nella sua produzione a causa di alcuni problemi di salute. Da Happy Mania a Sakuran, la sua opera è costellata di donne dal carattere forte sul fronte lavorativo e sessuale che si riscoprono deboli (o si percepiscono come tali) in ambito sentimentale, in relazioni spesso malsane e talvolta disperate con il lui di turno.

Dopo Sakuran e Memorie di un gentiluomo - opera in due volumi pubblicata nel 2013 e in arrivo sulla collana Dynit Manga Showcase in queste settimane - appare chiaro quanto l'autrice giapponese sia affascinata dai contesti sociali che esasperano e riscrivono i rapporti di potere tra chi si ama e chi si lascia amare, spesso in cambio di denaro.

Bordelli e case di piacere sono microcosmi ideali per andare a caccia di tutta la contraddizione insita nella sessualità in contrapposizione con l'affettività, in un mondo dominato dal potere del denaro e da quello del corpo, dove puntualmente fanno capolino le ragioni sgangherate del cuore.

La trama

Il bordello parigino Les Nuit des Oeufs non è la casa di piacere più esclusiva della capitale francese, ma nemmeno una squallida bettola da due soldi. È un edificio signorile al cui interno lavorano prostitute specializzate nel rendere reali i sogni erotici più bizzarri dei loro clienti. Non mancano richieste stravaganti, feticismi canonici e vere e proprie messinscene teatrali, tutto ad uso e consumo dei suoi facoltosi frequentatori.

Colette riflette sulla sua condizione
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Moyoko Anno racconta come Colette scenda a patti con la propria condizione

Qui lavora Colette, ragazza raffinata e silenziosa, a cui un cliente straniero ha affidato un quaderno di pregiata fattura fiorentina. Lo scrittore ha chiesto alla squillo di annotarci sopra quanto succede nella sua vita, senza fronzoli o abbellimenti letterari. Memorie di un gentiluomo ripercorre le pagine del diario affidato a Colette, dove si alternano i bizzarri desideri dei frequentatori abituali del Les Nuit des Oeufs alla quotidianità delle ragazze che vi lavorano. Appare presto ben chiaro che, dietro un mondo di trasgressione e seduzione, ogni giovane donna scenda a patti con il proprio lavoro in base alla sua inclinazione caratteriale.

Non capivo se desideravo essere come chi aveva qualcosa da perdere...o se ero solo disperata per la mia situazione.

Colette trova sollievo nel scrivere quanto succede nel diario ancor prima di rendersene conto, mentre la tormentatissima storia d'amore con un bel gigolò di nome Leon rivela al lettore quanto sia impossibile ridurre l'amore a un ragionamento di convenienza e utilità. La protagonista è in buona compagnia: qua e là tra le sue colleghe (e tra i suoi clienti) emergono storie di persone sopraffatte dall'amore, incapaci di rinunciarvi anche quando è il motore principale della loro condizione di profonda infelicità.

Considerazioni sull'opera

Ai lettori di Moyoko Anno basteranno un paio di pagine sfogliate per intuire quanto Memorie di un gentiluomo sia un'opera tarda, concepita nella piena maturità stilistica dell'autrice. Il tratto elegante e seducente con cui l'autrice ricrea il mondo dei bordelli, i completi eleganti con cui (s)veste le sue protagoniste e le fattezze cesellate dei suoi protagonisti sono lontane anni luce dal tratto grezzo, ruvido e provocatoriamente abbozzato di un'opera dei suoi inizi come Happy Mania. In Memorie di un gentiluomo i disegni e le illustrazioni dell'autrice rivelano la sua sensibilità estetica vicina al mondo dell'alta moda, la capacità di sedurre il lettore con il suo senso unico dello stile moderno e irresistibile.

Al fianco di tanta bellezza formale però si presenta una narrazione che per contenuti non è mai inferiore, anzi. Moyoko Anno si rivela abilissima nel far correre fianco a fianco storie in cui la ricerca del piacere sessuale nella sua forma più pura e definita è al centro con la fine indagine psicologica che racconta l'interiorità drammatica di Colette e delle sue compagne.

Colette e le sue colleghe
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Colette e le altre ragazze della casa di piacere

Il sesso è presente in ogni storia, diventando di volta in volta gioco seduttivo o potere coercitivo, in chiave comica, stuzzicante o drammatica. I ritratti psicologici delle ragazze e le illusioni sentimentali che vendono o di cui si nutrono per sopravvivere danno grande profondità all'opera, che si astiene da ogni giudizio morale o facile sintesi sentimentale. Colette e le altre sono al contempo forti e fragili, capaci di trarre profitto dalla propria condizione eppure alla ricerca di un pegno d'affetto o un amore impossibile che le affranchi dal loro lavoro o dia allo stesso un senso.

Perché leggere Moyoko Anno

Emblematica in questo senso è la storia di Colette, presentata in chiusura del primo volume. Pur essendo figlia di una lunghissima tradizione letteraria europea e quindi a tratti prevedibile, ci viene presentata quando già conosciamo tutte le sue ricadute, arricchendo il personaggio, senza farlo scadere nei toni del patetico. Colette viene invece accomunata con un altro protagonista della storia, a ribadire quanto l'amore irrazionale che causa infelicità e gesti sconsiderati c'entri poco con lo status sociale di chi lo vive, anche se poi ricchezza o povertà diventano cruciali per come si tenta di alleviare la propria infelicità.

Impossibile quindi non tracciare un paragone con Sakuran, pur ambientato in un'altra epoca e in un altro scenario geografico. Le scelte a cui Colette e Sakuran sono costrette sono le stesse, il bisogno di vivere un sentimento autentico in un mondo di illusioni seduttive anche.

VOTO8.5 / 10

Dedicato al solo pubblico adulto, questo manga è la summa perfetta dei temi centrali dell'opera di Moyoko Anno, presentata con una forma impeccabile. Molto consigliato, magari in tandem con Sakuran.