Il Cercatore: una parodia di Indiana Jones, trent'anni dopo

di Lorenzo Bianchi

Dopo il passaggio a puntate su Rat-Man Gigante, arriva in libreria in un unico volume Il Cercatore, la parodia di Indiana Jones firmata Leo Ortolani. La recensione.

La storia de Il Cercatore ha tre vite.

La prima, quella riguardante la sua genesi, si colloca nella seconda metà degli anni Ottanta. Poco più che ventenne, Leo Ortolani scopre J. R. R. Tolkien e il mondo fantasy de Il Signore degli Anelli. Un universo vastissimo, su cui il futuro papà di Rat-Man inizia subito a fantasticare e che non perde tempo a parodizzare, scrivendo e disegnando Il Signore delle Zucche. A questa storia, nel 1989, segue Polvero il Cercatore, a metà tra un sequel e uno spin-off della precedente, dove ai richiami all'immaginario di Tolkien Ortolani unisce quelli alla saga di Indiana Jones, che proprio in quell'anno vedeva uscire al cinema il suo terzo capitolo.

Questi due fumetti, lunghi ciascuno più di 100 pagine, nella testa dell'autore sarebbero dovuti essere la base per la sua futura carriera fumettistica, il primo tassello del suo universo narrativo principale. La creazione di Rat-Man, avvenuta quello stesso anno, fece però deragliare l'intero progetto, che fu così riposto nel cassetto e lì lasciato per trent'anni.

Una tavola di Polvero il Cercatore (1989)
Leo Ortolani
Una tavola di Polvero il Cercatore (1989) di Leo Ortolani

È infatti nel 2019 che, sulle pagine di Rat-Man Gigante, terza ristampa delle avventure del bizzarro supereroe con le orecchie da topo, Ortolani ripropone in sei episodi Polvero il Cercatore. Ribattezzata semplicemente Il Cercatore, la storia viene completamente ridisegnata mantenendo però la stessa impalcatura narrativa di quella originale, cambiando quindi soltanto alcune battute e il layout dei personaggi.

Per permettere a tutti di poter leggere questa nuova - e praticamente inedita – opera di Leo Ortolani, Panini Comics la porta ora in libreria e fumetteria raccolta in un unico volumettocon lo stesso titolo, un agile brossurato in bianco e nero di 128 pagine.

Il Cercatore vede l'omonimo personaggio, un avventuriero che ha votato la sua esistenza alla ricerca di antichi manufatti e tracce di civiltà ormai scomparse, imbarcarsi in un viaggio per recuperare dalle mani di un suo ex alleato una chiave in grado, si dice, di scatenare l'inferno sulla terra. In questa missione è accompagnato da una bizzarra coppia di personaggi, un mago e il suo servitore, nonché da un piccolo aiutate, un misterioso esserino dalle straordinarie capacità.

La storia, come detto da Ortolani in alcune occasioni durante Lucca Changes, è stata ritoccata pochissimo rispetto a quella scritta nel 1989. Non c'è quindi da stupirsi che sia alquanto semplice e lineare, priva di grossi colpi di scena o di quelle trovate geniali a cui il papà di Rat-Man ci ha abituato negli anni. Anche la comicità, per quanto presente in dosi massicce, è meno cinica e graffiante rispetto a quella vista in volumi come Cinzia, Venerdì 12 o lo stessa serie di Rat-Man.

È però interessante notare come nel Cercatore siano già presenti moltissimi elementi che avrebbero poi fatto la fortuna di Ortolani, soprattutto per quanto riguarda le dinamiche tra i personaggi. Come infatti non pensare ad Aldo e Giuda vedendo i battibecchi tra Ser Fruttini e il suo servitore?

Una tavola tratta da Il Cercatore di Leo Ortolani
Panini Comics

A emergere in maniera forte è però un preciso, vasto e sorprendente lavoro di worldbuilding. Ogni evento, ogni situazione, ogni ambiente suggerisce l'esistenza di altro, si collega a qualcosa che non vediamo ma che esiste o è esistito. Per quanto sia una palese parodia di Indiana Jones, il mondo del Cercatore è ricco e sterminato come quello del Signore degli Anelli, ha una propria storia passata, una guerra tra varie fazioni alle sue spalle, un'eredità da tramandare.

Forse è proprio per la spinta di tornare a lavorare su un materiale così vivo che il fumetto ci propone un Leo particolarmente ispirato sul versante grafico, come risalta in tutta la parte dedicata alle rovine e ai templi perduti in cui i protagonisti si imbattono durante la loro ricerca.

Non c'è dunque molto da stupirsi che Ortolani abbia già ha annunciato di essere intenzionato, prossimamente, a ridare lustro anche a Il Signore delle Zucche, così da gettare nuova luce a questo universo narrativo di stampo fantasy. E perché no, magari anche espanderlo.

VOTO6.5 / 10

Un fumetto per scoprire il Leo Ortolani prima di Rat-Man; un'avventura-parodia di Indiana Jones semplice e lineare, graficamente coinvolgente, che cela un grandissimo lavoro di worldbuilding.