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Il diavolo e l'acqua scura: recensione del nuovo romanzo di Turton

di Emanuela Brumana

Una nave, un viaggio disperato, un demone che perseguita nell'ombra: questi gli ingredienti del ritorno in libreria dell'autore de Le sette morti di Evelyn Hardcastle.

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Non si giudica un libro dalla copertina (ma lo facciamo tutti), eppure appena è apparso sul banco delle Novità in libreria, Il diavolo e l'acqua scura ha attirato la mia attenzione. Merito della grafica, curata da gatsby books (che dovreste seguire su Instagram, se amate i libri, le belle immagini e le copertine curate) e di quel nome scritto in alto: Stuart Turton, autore de Le sette morti di Evelyn Hardcastle, libro che avevo letto, divorato e amato. Insomma, Il diavolo e l'acqua scura doveva essere mio.

Ecco com'è andata.

Trama de Il diavolo e l'acqua scura

Una nave sta salpando da Batavia direzione Amsterdam, carica di spezie, ma anche di un marchingegno pericoloso, segreti, maledizioni e un equipaggio composto da nobili pronti a tutto, marinai aggressivi e un prigioniero che non sa come mai è in catene. Prima di partire, un lebbroso getta una maledizione sulla nave, per poi venire misteriosamente assassinato. L'unico che potrebbe risolvere il mistero e salvare i passeggeri è Pipps, l'uomo in arresto. Il destino di tutti è nelle mani di un uomo e una donna che provano a ricostruire i pezzi di un puzzle che sembra esser stato disegnato dal diavolo in persona.

Il diavolo e l'acqua scura: recensione

Ho finito ieri le cinquecento pagine che compongono Il diavolo e l'acqua scura e il senso di appagamento che una storia ben orchestrata lascia di solito nel lettore è ancora vivo in me.

Si tratta infatti di una trama intricata, a volte complessa e, soprattutto all'inizio, difficile da seguire perché bisogna fare la conoscenza di tutti i personaggi che Turton fa muovere davanti ai nostri occhi. Ma è una fatica che vale la pena di fare, anche perché l'autore (e, penso, l'editor) hanno sparso lungo il libro piccoli riassunti su chi è chi. Poi la trama decolla e il lettore entra in un mondo parallelo, oscuro e claustrofobico come quello creato per Le sette morti di Evelyn Hardcastle, ma al contempo diverso. A Turton va infatti riconosciuto il merito di aver completamente cambiato rotta rispetto al libro precedente; questo ad alcuni è piaciuto ad altri no. A me personalmente, sì. Perché comunque porta a casa il risultato: un libro che, appena iniziato, si desidera finire per scoprirne i segreti e che, una volta finito, dispiace abbandonare. E questo vale anche nei momenti in cui i colpi di scena sembrano troppi per essere gestiti e la situazione precipita così in fretta da lasciare il lettore disorientato: in quel punto, ho pensato che mi avrebbe delusa e invece no, poi tutto si incastra, torna e fa chiudere il libro con un senso di felicità che solo le belle storie sanno dare.

VOTO9 / 10

Una storia che avviluppa il lettore come il vortice del mare in tempesta: misteri, demoni e oscurità non vi lasceranno dormire fino a quando il mistero non sarà risolto.