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I migliori romanzi per conoscere Chuck Palahniuk

di Simone Alvaro Segatori

Chuck Palahniuk è una delle voci più dissonanti della letteratura moderna e niente nella società contemporanea può sfuggire al suo sguardo cinico e critico.

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Che Chuck Palahniuk non sia uno scrittore per tutti è opinione comune. Assimilabile ad Irvine Welsh per il linguaggio crudo e cinico, lo scrittore statunitense ha però una propria voce inconfondibile, esistenzialista e minimalista. I suoi lavori sono come pugni allo stomaco, danno fastidio e provocano ribrezzo e proprio per questo risultano efficaci nel portare il lettore fuori dalla sua comfort-zone. Non a caso l’autore stesso ha dichiarato di scrivere di tutto ciò che disprezza e a cui l’uomo generalmente non vuole pensare.

Il suo scopo è la denuncia, declinata in modo diverso in ogni romanzo ma indirizzata sempre contro il capitalismo, i mass-media e il consumismo. I suoi personaggi infatti sono sempre ai margini di una società che li opprime e instilla in loro quell’autodistruzione che arriva sempre ad esplodere sul finale. Ma quali sono i romanzi migliori per familiarizzare con il suo stile e le sue storie?

Fight Club (1996)

Fight Club è oggi il romanzo più noto dell’autore, ma prima dell’adattamento cinematografico omonimo di David Fincher fu accolto tiepidamente dal pubblico. Protagonista è un uomo senza nome, tormentato dall’insonnia. La sua vita cambia radicalmente dopo l’incontro con Tyler Durden, ufficialmente un venditore di sapone che è però un anti-sociale convinto che la società moderna e i suoi vincoli opprimenti debbano essere distrutti. I due creano insieme un Fight Club, un circolo di lottatori clandestini che tramite la violenza cercano di sfuggire ogni giorno ai loro vincoli sociali.

Survivor (1999)

Durante un dirottamento aereo e prima dello schianto, Tender Branson registra una testimonianza sulla sua vita. Unico sopravvissuto al suicidio di massa di una setta religiosa di fanatici, Tender si reinventa a sua volta in predicatore e personaggio televisivo molto amato, diventando così schiavo del successo e delle apparenze. Il romanzo è una critica satirica ad una società che venera tutto ciò che sia effimero.

Invisible Monsters (1999)

Ad essere nel mirino di Invisible Monsters sono stavolta la moda e il culto superficiale di una bellezza artificiale. Dopo aver ricevuto una fucilata che le ha staccato la mandibola, l’ex bellissima modella Shannon McFarland viene ricoverata in ospedale. Qui fa la conoscenza di Brandy Alexander, una transgender in attesa dell’ultimo intervento con cui completare il suo cambiamento di sesso. Le due donne si fanno forza a vicenda, iniziando però a covare dei sentimenti di vendetta verso una società che le ha sempre costrette ad essere chi non sono.

Soffocare (2001)

Victor Mancini è uno studente di medicina dipendente dal sesso. Sua madre, psicopatica e malata di Alzheimer, è ricoverata in una struttura che il ragazzo non può però permettersi di pagare. Escogita quindi un sistema: ogni sera si reca in un ristorante diverso e fingendo di soffocare si fa aiutare da qualcuno con cui sviluppa poi un’intesa che porterà l’altro ad adottarlo spiritualmente ed economicamente. Un libro che disorienta il lettore tanto da togliergli il fiato in un vortice di domande esistenziali a cui non c’è risposta.

Ninna Nanna (2002)

A metà tra un thriller e un fantasy, Ninna Nanna è un’altra spietata satira rivolta alle assurdità della società moderna. Carl Streator è un giornalista che sta conducendo un’indagine sulle morti in culla e scopre per caso che in tutte le stanze dove sono morti i bambini vi è lo stesso libro di filastrocche aperto sulla stessa pagina. A causare la morte è quindi un antico canto, una ninna nanna della dolce morte. Senza volerlo Carl diventa a sua volta un serial killer, ma in coppia con un’agente immobiliare decidere di trovare e distruggere tutte le copie rimaste del libro.

La scimmia pensa, la scimmia fa (2004)

La scimmia pensa, la scimmia fa è una raccolta di saggi pubblicati su riviste e quotidiani nel corso degli anni. Le tematiche trattate sono svariate, da resoconti umoristi, a ciniche riflessioni sulla realtà sino a confessioni intime della vita dello scrittore che si apre tra queste pagine ai racconti del suo passato, dal volontariato notturno al tragico omicidio del padre. Il filo conduttore è quello della dicotomia per cui ogni cosa non può esistere senza il suo contrario.

Cavie (2005)

Cavie è uno dei romanzi più belli e particolari di Palahniuk che racconta in un modo tutto nuovo il risvolto più doloroso dell’ascesa sociale. Il libro è costruito intorno a 23 storie, i racconti degli aspiranti scrittori che rispondono ad un annuncio trovato su un giornale, “Ritiro per scrittori: abbandona la tua vita per tre mesi”. Questa sembra essere l’occasione che aspettavano da tutta una vita per realizzare finalmente qualcosa e ottenere l’agognato successo. Niente è però come sembra.

Rabbia. Una biografia orale di Buster Casey (2007)

Come Cavie, anche Rabbia è costruito a modo suo su racconti, i ricordi di persone che hanno conosciuto Buster Casey. Nato in un noioso paesino di provincia, già da piccolo Buster mostra segni di disturbi della personalità e passa il tempo a farsi mordere da serpenti, ragni e insetti, sino a sviluppare una sorta di immunità ai veleni e a diventare portatore del virus della rabbia. Quando finalmente ottiene la possibilità di lasciare il suo paese, infetta quante più persone possibili… Un romanzo fantascientifico che con il particolare sguardo di Palahniuk tratta anche i viaggi nel tempo e la telepatia.

Pigmeo (2009)

Pigmeo, o Agente numero 67, è un tredicenne proveniente da uno stato totalitario a metà tra la Corea del Nord e la Germania nazista, che si infiltra negli Stati Uniti in uno scambio studentesco. Il suo scopo è quello di attuare l’Operazione Caos, un attacco terroristico nel cuore dell’America, ma per riuscirci si deve prima conformare allo stile di vita americano. Il romanzo è strutturato in forma epistolare, scritto in prima persona in un inglese sgrammaticato dall’effetto estremamente comico.

Dannazione (2011)

Dannazione è come la versione punk di Breakfast Club. Madison, una tredicenne cinica, si risveglia all’Inferno e si convince di esser morta dopo aver fumato marijuana. Qui incontra altri adolescenti spezzati, morti come lei e gli altri dannati per cause futili. L’Inferno non è però così male come aveva pensato e in breve tempo la ragazzina si ritrova ad essere una guida spirituale per le anime perse.