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Nella casa dei tuoi sogni, la recensione: se la violenza si nasconde in una coppia queer

di Elisa Giudici

Nel memoir Nella casa dei tuoi sogni, Carmen Maria Machado ricostruisce una relazione tossica che ha segnato la sua vita, raccontando perché la violenza all'interno di coppie queer fatichi ancora a venire raccontata.

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La violenza fisica e psicologica ai danni del partner esiste anche nel mondo gay? Sembra una domanda banale, ma la risposta non è immediata. Sì. Allora dove sono i casi giudiziari, cosa ne sappiamo in merito, quanto è diffusa? Un vero mistero. Si parla di femminicidio, dando per scontato che in ambito domestico e amoroso la vittima sia donna e il carnefice uomo, entrambi in una relazione eterosessuale. A spiegare le difficoltà a fare luce sull'universalità dell'abuso e ad uscire dalle logiche eteronormate, oltre che a raccontare una terribile storia di manipolazioni psicologiche, è la scrittrice statunitense Carmen Maria Machado, già autrice dell'antologia di racconti Il suo corpo e altre feste.

Nella casa dei tuoi sogni è un titolo molto differente rispetto al predecessore, meno tradizionale, più intimo, sperimentale e per certi versi più accademico. La struttura di questo volume infatti è composta interamente da brevi capitoli; sono tutti intitolati "La casa dei tuoi sogni come..." seguito da un topos o un genere letterario. La casa dei tuoi sogni come confessione, la casa dei tuoi sogni come viaggio on the road, la casa dei tuoi sogni come noir. Con questa struttura Machado finisce per mescolare il racconto in primissima persona di una relazione lesbica che l'ha profondamente segnata come donna alla sua incessante ricerca per capire come la rappresentazione della comunità queer nei media, nella cultura pop e nel suo stesso parlare di sé da parte dei suoi membri ostacoli la verità in merito alla violenza tra partner.

Sì, esiste la violenza ai danni dell'altra metà della coppia, anche nel mondo queer. Machado specifica che la sua ricerca e la sua esperienza sono riferite alla realtà delle donne lesbiche cisgender, ma è evidente come il problema sistemico che mette in luce riguardi anche altre realtà nell'ombrello dell'omosessualità. Una minoranza che fatica a far venire alla luce i casi di violenza e abuso interni, talvolta ad ammetterli anche al proprio interno. Perché? Machado suggerisce una possibile risposta, a partire dalla propria esperienza personale.

La donna dei sogni e degli incubi

Nella casa dei tuoi sogni ricostruisce la prima storia sentimentale importante della vita dell'autrice, costruita con una ragazza bianca, bionda, magre e bellissima. La donna che viveva con lei nella casa che avevano scelto insieme, la partner che per lei aveva rinunciato a una relazione poliamorosa per una monogamia fatta di fedeltà e gelosie, la persona che ha segnato profondamente il sé di Machado. L'autrice si descrive come sprovvista dell'esperienza e della conoscenza per interpretare tanti piccoli campanelli d'allarme, sin dagli esordi della storia d'amore.

Rispetto ad altri memoir verità il cui valore primario è la testimonianza diretta, Nella casa dei tuoi sogni si distingue perché l'ambizione da scrittrice di Machado lo trasforma in una creatura letteraria a tutto tondo, complessa e ibrida. Il libro può essere letto come memoir ma anche come un tentativo molto contemporaneo (immerso nell'auto-fiction) di rispondere in maniera accademica alla domanda di base: perché Machado era così inconsapevole e senza difese di fronte a una donna, quando invece il suo comportamento rispetto agli uomini era più guardingo?

La risposta che l'autrice ricostruisce parla di una comunità LGBTQA+ costantemente impegnata a ribaltare una rappresentazione che per anni ha associato l'essere lesbica a un sottotesto e sottofondo criminale e di malattia mentale. Come sottolinea Machado, la comunità queer non solo è composta da individui che hanno comunque interiorizzato le logiche del patriarcato (alla base della difficoltà di qualsiasi persona che subisce violenza di far sentire la propria voce) ma è costantemente all'erta rispetto al proiettare un'immagine positiva, che non ostacoli il processo di accettazione sociale dei membri della comunità, il superamento dello stigma.

Nei capitoli più potenti del memoir di Machado, quelli in cui l'autrice racconta la storia della seppia o analizza il sottotesto implicito della fiaba di Barbablù, emerge chiaramente quanto sia universale lo schema utilizzato da chi abusa per aumentare il proprio potere sulla sua vittima. Sono ricorrenti e trasversali i tentativi di isolarla, toglierle aiuto e punti di riferimento, disorientarla portandola in contesti sconosciuti, minandone l'equilibrio psichico e mettendo in dubbio i suoi ricordi e le motivazioni dietro le sue azioni. Machado sottolinea anche quanto sia difficile reperire materiale e dati in merito alla violenza nella comunità queer. Un fenomeno che fino a pochi decenni fa era così inconcepibile per i benpensanti da partorire sentenze processuali paradossali nei confronti di donne abusate che erano ricorse alla legittima difesa per sfuggire alle proprie aguzzine.

Nella parte finale del proprio racconto, Machado si rammarica che ancora nessuno abbia scritto un saggio sistematico sulla violenza nelle realtà queer. In un certo qual modo, come lei stessa spiega, il suo memoir assolve in modo rozzo e discontinuo questa funzione, pur rimanendo una creatura dalle tante nature, con tutta la fascinazione e i limiti che questo comporta.

L'edizione italiana

A proposito di limiti: Codice Edizioni propone il libro dopo aver già pubblicato il precedente lavoro di Machado intitolato Il suo corpo e altre feste. Un'opera di scoperta meritoria, ma dalla fattura non impeccabile. A curare la traduzione è Monica Capuani. Anche senza un confronto con l'edizione inglese, si può percepire in molti passaggi una scelta lessicale inesatta (un "detto" con una soluzione è in realtà un indovinello, i biscuits statunitensi non sono biscotti) e in generale una certa farraginosità della traduzione.

A monte però c'è un problema sostanziale: il libro è pensato per un pubblico statunitense e woke, o quantomeno con una certa dimestichezza in ambito queer. In Italia non si può dare per scontato che tutti sappiano cosa sia una butch, una femme o cosa sia stato Stonewall. La tendenza in ambito di traduzione contemporanea è quella di lasciare alcuni termini in originale, ma in questo caso sarebbe stato opportuno un sistema di note, o meglio ancora un'introduzione che contestualizzasse a un pubblico poco familiare con l'universo queer lo stesso. Come sottilinea Machado stessa, è importante che venga normalizzato anche il discorso sulla violenza tra persone gay per poterla combattere efficacemente. Non è una tematica d'interesse solo per la comunità, quindi è importante che un libro tanto emblematico sia fruibile da tutti.

VOTO8 / 10

A metà tra memoir e saggio, con un notevole sforzo letterario Machado racconta la sua esperienza di abuso domestico e spiega perché ancor oggi si fatichi a parlare di violenza nelle coppie queer.