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La città di vapore, l'addio di Carlos Ruiz Zafon: recensione e frasi più belle

di Cristina Migliaccio

Le storie di Zafon tornano ad intrecciarsi con il prezioso supporto di una Barcellona misteriosa e affascinante.

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Quanto ci mancherai, Zafon. La città di vapore è quel palliativo di cui avevamo bisogno per metabolizzare la tua perdita, ma non sarà mai abbastanza. Prendete il grande talento di questo scrittore spagnolo scomparso a soli 55 anni e mettetelo in una serie di racconti, raggruppati in un volume pubblicato postumo: la magia de La città di vapore non ha prezzo.

I racconti non hanno un filo conduttore, non sono uniti tra loro (il più delle volte) ma sono tutti impregnati di quell’atmosfera zafoniana che abbiamo imparato a conoscere nei romanzi come L’ombra del vento, Il gioco dell’angelo, Marina, Il principe della nebbia e tutte le storie che abbiamo avuto il piacere di leggere. Forse è inutile specificarlo ma, come in tutte le sue storie, anche qui la protagonista indiscussa resta sempre Barcellona, descritta in un modo così attento e sentito da non poter negare l’amore che aveva lo scrittore per la sua città.

La recensione

In undici racconti, noi torniamo a respirare quell’aria tipica delle sue storie e ritroviamo persino vecchi amici, come un giovane Martìn (il protagonista de Il gioco dell’angelo) alle prese con un’amicizia speciale, quando incontra la piccola Blanca. Di Martìn, l’autore racconta persino il momento della sua nascita e la storia travagliata di sua mamma, una ragazza giovanissima con tutta la vita davanti e lasciata a morire.

Zafon poi ci presenta persino la storia di Miguel de Cervantes, celebre scrittore di Don Chisciotte della Mancia, e di Francesca di Parma, una storia d’amore nata sotto gli occhi dell’iconico Andreas Corelli, il quale ancora una volta muoverà i fili dei suoi burattini. La storia di Cervantes è forse quella più lunga della raccolta, perché è dalle sue ceneri – e dal suo rapporto speciale con Corelli – che è nato il cimitero dei libri dimenticati, da cui prenderà vita la tetralogia più importante e amata di Carlos Ruiz Zafon.

Questa raccolta di racconti è un continuo stupire pagina dopo pagina, è leggere con il magone allo stomaco al pensiero che ogni racconto sarà l’ultimo ed è emozione pura nel ritrovare quello stile di scrittura così prezioso in storie nuove, personaggi e avventure che non credevamo di poter vivere ancora. Una volta terminato, avrete soltanto voglia d’immergervi di nuovo nelle atmosfere dei suoi romanzi, ripercorrere quelle strade di Barcellona già descritte nei suoi romanzi con la sensazione che, questa volta, Zafon vi prenderà per mano.

Le frasi

Come in tutte le sue storie, anche ne La città di vapore troviamo tantissimi spezzoni da mozzare il fiato, frasi bellissime da condividere e da imprimere nel cuore. Vediamone alcune:

Capii che per la prima volta nella mia vita ero stato felice e che, adesso che avevo assaggiato il sapore di quel veleno, la mia esistenza non sarebbe mai più stata uguale - Carlos Ruiz Zafón
Aveva imparato a trasformarsi in un'altra persona, a essere nulla e nessuno, a vivere nella pelle di altri. - Carlos Ruiz Zafón
Passò alcuni anni tentando di dimenticare chi era, tentando di dimenticare che l'unico modo di sentirsi viva era dando vita ad altri. - Carlos Ruiz Zafón
VOTO9 / 10

Zafon ci porta per mano un'ultima volta tra le strade della sua preziosa Barcellona, con storie senza tempo e personaggi che sanno riscaldare il cuore.