Mickey e l'oceano perduto, la graphic novel di Topolino da cui non riuscirete a staccare gli occhi

di Simone Alvaro Segatori

Un mondo steampunk in cui i dirigibili solcano i cieli e palombari-automi esplorano gli oceani è il sogno di ogni patito d'avventura che trova finalmente vita nella graphic novel di Filippi e Camboni.

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La Francia, si sa, ha sempre avuto un occhio di riguardo verso i fumetti, considerandoli a pieno titolo vere e proprie opere letterarie. Non ha stupito perciò l’iniziativa lanciata nel 2016 della casa editrice francese Glénat, con la pubblicazione di una serie di graphic novel d’autore con protagonisti i personaggi Disney più amati, calati in delle vesti insolite e, soprattutto, più adulte.

Questo maggio è finalmente arrivato anche in Italia Mickey e l’oceano perduto, la straordinaria opera steampunk scritta da Denis-Pierre Filippi e disegnata da Silvio Camboni, tradotta e pubblicata per il nostro paese da Panini Comics.

Topolino, Minnie e Pippo scienziati in un mondo steampunk

Sono passati diciassette anni dell’ultimo grande conflitto, il mondo sta vivendo un periodo di pace e di grande progresso tecnologico dove, accanto alle nuove scoperte, si pone lo studio di vecchi artefatti che hanno ancora tanto da insegnare. In questo fiorente mercato spiccano Topolino, Minnie e Pippo, tre studiosi privi di titoli accademici, ma molto determinati e capaci.

I tre amici girano il mondo per recuperare vecchi relitti e trovare giacimenti di corallite, una particolare e rara fonte energetica da cui dipende tutta la tecnologia del loro mondo. Ogni spedizione deve però affrontare lo stesso ostacolo, Pietro Gambadilegno, un furfante pronto a rubare i frutti del loro lavoro e a prendersene il merito.

Per avere finalmente una rivincita sul nemico, i tre decidono di rispondere ad un annuncio ed imbarcarsi in una nuova avventura che, a partire da uno strano cubo trovato sul fondo dell’oceano, li trasporterà in un mondo in cui ogni regola conosciuta è sovvertita.

Un oceano di sensazioni visive

Mickey e l’oceano perduto è un’opera nuova e fresca. Topolino, Minnie e Pippo ci vengono presentati come personaggi completamente nuovi, un gruppo la cui mente non è più soltanto quella di Topolino, ma in cui le abilità dei tre convergono compensandosi. Spicca soprattutto la metamorfosi di Pippo, non più una simpatica e stralunata spalla, ma un tecnico abile e patito di tè.

Mickey e l'oceano perduto pagine
Panini

La veste grafica dell’opera è però il suo vero punto di forza. I disegni di Silvio Camboni sono dei capolavori che vi terranno incollati ad ogni pagina per cogliere e riempirvi gli occhi con tutti i loro più piccoli dettagli. Camboni ha infatti dato vita ad un mondo steampunk che, dall’abbigliamento ai relitti dimenticati sul fondo del mare, sino alle architetture delle città e ai dirigibili nel cielo, si presenta come il paradiso di ogni patito del genere d’avventura. Purtroppo però la scarsa qualità della carta su cui sono stampate le tavole dell'opera non permette di godere al meglio delle splendide splash page di Camboni, un vero peccato visto che comunque la graphic novel viene venduta da Panini ad un prezzo abbastanza elevato (14,90 euro) per neanche 60 pagine di storia.

La trama è poi un altro punto dolente della produzione che parte sollevando tantissime curiosità, ma limitandosi poi a fare il compitino senza approfondire nulla. La storia infatti è percorsa da tantissimi spunti interessanti, primi su tutti i meccanismi che regolano il particolare mondo in cui i personaggi vivono, il tipo di tecnologia che utilizzano, gli esperimenti scientifici che le varie parti in gioco realizzano, ma anche la figura del professor Enigm, lo scenziato che ingaggerà Topolino e amici per la missione.

Se inizialmente questi elementi sembrano gettare le basi per una storia solida, a partire dal terzo capitolola trama si fa più stringata e conduce frettolosamente il lettore verso un finale che appare tronco e troppo aperto. Proprio nel momento in cui il lettore entra nella storia, ne viene strappato via in modo brusco, rimanendo con una miriade di domande senza risposta. Alcune delle situazioni presentate meritavano forse uno sviluppo più approfondito e il finale aveva senz'altro bisogno di un capitolo in più per apparire completo. Oltretutto, dopo aver accontonato il professor Enigm, anche il villain della storia, Plottigat, viene man mano assottigliato e ridotto quasi ad una macchietta.

Nonostante queste problematiche però il primo numero della collana **Disney Collection,**che porta in Italia le avventure Disney pubblicate da Glénat, è promosso (con riserva) e rappresenta un viaggio fantastico che nessun amante dell’avventura dovrebbe perdersi.

VOTO7.5 / 10

Topolino, Minnie e Pippo ci portano a vivere una fantastica avventura in un mondo steampunk che riempie gli occhi di gioia e curiosità, peccato solo per il finale frettoloso.