Pluto: il manga tratto da Astro Boy di Naoki Urasawa

di Silvio Mazzitelli

Naoki Urasawa, dopo Monster e 20th Century Boys reinterpreta una delle storie più famose del manga di Osamu Tezuka, Astro Boy.

Indice

Naoki Urasawa è ben conosciuto da chiunque sia appassionato di manga per aver realizzato dei grandi capolavori come Monster e 20th Century Boys. A questi si aggiunge anche un altro manga che, nonostante non sia completamente farina del suo sacco, è stato realizzato in maniera splendida dall’autore. Stiamo parlando di Pluto, opera che ha visto Urasawa cimentarsi con una delle opere più seminali nel mondo dei manga, ossia Astro Boy di Osamu Tezuka.

In quest’opera in soli 8 volumi, Urasawa, accompagnato da Takashi Nagasaki alla sceneggiatura e con la supervisione di Makoto Tezuka, figlio del grande mangaka, ha reinterpretato una delle saghe del manga di Tetsuwan Atom (com’è conosciuto in Giappone Astro Boy) chiamata “Il più grande robot del mondo” trasformandola in un thriller fantascientifico. Il protagonista in questo caso non sarà Atom, ma Gesicht un robot detective dell’Europol. Il manga è stato portato in Italia da Planet Manga che ha pubblicato tutti i volumi dell’opera.

La trama

Pluto Gesicht
Shogakukan

La storia, ambientata nell’universo di Astro Boy, reinterpreta una famosa vicenda del manga originale con toni più cupi e riflessivi. L’autore adatta il manga di Tezuka a un’interpretazione più da thriller unita a un’atmosfera fantascientifica che ricorda alla lontana Blade Runner. Nel mondo i sette robot più forti del pianeta vengono eliminati uno a uno da un assassino misterioso. I robot non sono più delle semplici macchine, ma hanno un’intelligenza artificiale così sviluppata da provare quasi delle emozioni umane. Molti dei robot presi di mira infatti hanno dei progetti per il futuro e una vita quasi da essere umani, tanto che alcuni di loro hanno anche messo su famiglia adottando dei bambini.

Sulla scena del delitto, dopo ogni assassinio, vengono ritrovate delle corna sulla testa delle vittime con il simbolo di Plutone, la divinità romana che comanda gli inferi nella mitologia. Starà all’ispettore Gesicht, membro dell’Europol scoprire chi sta distruggendo i sette robot considerati i migliori del pianeta, e nella lista dei sette è presente anche egli stesso, che si troverà a sua volta preso di mira.

Il robot più forte del mondo

Pluto personaggi
Shogakukan

Con Pluto, Urasawa riesce a prendere una storia semplice e interessante di pochi capitoli e a trasformarla in un thriller fantascientifico molto profondo e avvincente, dove in primo piano vengono messe le vicende di questi robot dai sentimenti e da una vita che spesso è indistinguibile da quella dei normali umani. Anche in questo caso il confine tra macchina ed essere umano diventa molto labile, facendo chiedere al lettore cosa sia l’aspetto più importante che identifica l’essere umano.

Gli otto volumi scorrono in maniera avvincente, senza tempi morti o riempitivi che mal si adattano alla storia. Ogni volume presenta colpi di scena e analisi approfondite di ognuno dei personaggi principali, dando una nuova dimensione a quelli già conosciuti nell’opera di Tezuka, come ad esempio ad Atom stesso. Ovviamente il rispetto di Urasawa per il dio dei manga è sempre enorme e lo si evince dalla fedeltà con cui l’intera vicenda viene adattata.

L’abilità di Urasawa nel disegno si vede anche in Pluto; lo stile inconfondibile dell’autore riesce a dar vita a dei personaggi vivi e ben delineati, oltre che nel disegno anche nella loro caratterizzazione. Pluto è un manga davvero imperdibile, che non necessita nemmeno di conoscere l’opera originale di Tezuka per essere apprezzato, dato il grande lavoro dell’autore nel riproporre una storia così diversa dall’originale, ma allo stesso tempo incredibilmente rispettosa della sua fonte.

VOTO8.5 / 10

Urasawa riprende una vecchia storia tratta da Astro Boy di Osamu Tezuka e ne crea un grandissimo manga, pienamente coerente con il suo stile e allo stesso tempo rispettoso dell'opera originale.