Violet Evergarden: la recensione della light novel che ha ispirato la serie Netflix

di Giulia Greco

Violet, una giovane ragazza dai lunghi capelli dorati e gli occhi azzurri, diventa una Bambola di Scrittura Automatica, ma per riuscire a comprendere i sentimenti dei clienti, deve prima riuscire a capire il significato delle parole “Ti amo”.

Conosciamo la storia di Violet Evergarden grazie all'anime di Kyoto Animation, distribuito nel mondo da Netflix. Forse però non tutti sanno che gli episodi della serie sono tratti dall'omonima light novel giapponese in quattro volumi firmata da Kana Akatsuki e illustrata da Akiko Takase.

Ambientato nella fittizia Leidenschaftlich tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, il racconto inizia dopo la sanguinosa guerra che ha coinvolto lo stato del Leidenschaftlich e l'Impero Gardarik.

Violet, una giovane e bellissima ragazza dai capelli dorati e gli occhi azzurri, è un ex soldato la cui vita subisce una svolta inattesa quando resta gravemente ferita durante la guerra e le sue braccia vengono sostituite con arti meccanici.

Addestrata fin da bambina all'essere niente più che uno strumento nelle mani dei suoi superiori, a obbedire ai loro ordini e svolgere le più rischiose operazioni militari, Violet sceglie di diventare una Auto Memory Doll, una Bambola di Scrittura Automatica.

Nell'universo creato da Akatsuki, le Auto Memory Doll sono inizialmente degli automi ideati da tal Dottor Orlando per aiutare la moglie nella stesura dei suoi romanzi. Successivamente, però, il termine assume un nuovo significato e abbraccia tutte le donne che, incaricate dai loro clienti, scrivono lettere nelle quali trasferiscono sentimenti ed emozioni del mittente.

Violet Evergarden è il primo lavoro di Kana Akatsuki. L'inesperienza avrebbe potuto essere un ostacolo per l'autrice. Eppure così non è stato e il risultato è un romanzo toccante dal sapore malinconico.

Pur se la struttura del racconto è episodica, mai si ha la sensazione di assistere a una storia frammentaria, perché a fare da filo conduttore agli incontri e i viaggi di Violet c'è la crescita della protagonista, la sua maturazione, l'arricchimento interiore e la scoperta che esiste una vastissima gamma di sentimenti di cui non aveva mai fatto esperienza.

Le storie personali dei suoi clienti, i loro desideri e sogni apparentemente irrealizzabili, i rimpianti permettono a Violet di entrare in contatto con la propria umanità per la prima volta in tutta la vita.

I quattro volumi che costituiscono la serie di Violet Evergarden sono l'esempio perfetto di una storia character driver, nella quale la trama è funzionale alla costruzione dei caratteri, vero motore della narrazione.

Violet Evergarden, la light novel
Kyoto Animation - KA Esuma Bunko
La cover del primo volume di Violet Evergarden

La premessa alla base della storia, nella sua apparente semplicità, è quindi funzionale allo sviluppo della protagonista che via via mostra di essere un personaggio più sfaccettato di quanto inizialmente si possa immaginare.

In un primo momento Violet sembra non riuscire a “decodificare” le emozioni umane, comportandosi come una sorta di androide. I suoi manierismi, il modo innaturale di muoversi, parlare e interagire con gli altri tradiscono una freddezza di fondo che quasi sembra suggerire che la ragazza sia stata creata in un laboratorio. Nonostante tutto, però, Violet riesce a dimostrarsi più umana di quanto sembri. Ed è proprio in questo che consiste la magia di Violet Evergarden.

E mentre Violet conosce per la prima volta sentimenti, sensazioni che non aveva avuto modo di incontrare sul proprio cammino, il lettore viene catapultato a capofitto nel suo passato riuscendo così a spiegarsi il perché della sua bizzarra personalità, dei suoi comportamenti insoliti e delle domande che la ragazza pone sugli aspetti più quotidiani della vita.

Pagina dopo pagina, viene svelata non solo la backstory di Violet, ma anche la ragione per cui è diventata una Bambola di Scrittura Automatica. E alla fine, mentre ogni pezzo del puzzle va al proprio posto, Violet rinasce.

Resta però sempre quella nota malinconica, agrodolce addirittura, che caratterizza l'opera fin dalla sua prima pagina. Nonostante ciò, Violet Evergarden non rischia mai di diventare una lettura troppo impegnativa.

Coinvolgente fino alla fine, con le meravigliose illustrazioni che ne impreziosiscono le pagine e l'ambientazione di stampo steampunk, Violet Evergarden è una storia emozionante, che narra della scoperta di sé attraverso l'esplorazione dei sentimenti e delle esperienze umane.

VOTO9 / 10

Malinconica e agrodolce, la storia di Kana Akatsuki è un romanzo che ogni animo sensibile riuscirà ad apprezzare, soprattutto se ha già subito il fascino dell'anime presente nel catalogo Netflix.