Frasi, citazioni e poesie di Cesare Pavese

Le 10 frasi più belle di Cesare Pavese

Ogni nuovo mattino, uscirò per le strade cercando i colori.
Camminiamo una sera sul fianco di un colle, in silenzio. Nell’ombra del tardo crepuscolo mio cugino è un gigante vestito di bianco, che si muove pacato, abbronzato nel volto, taciturno.
E non era una stupida, sapeva quel che voleva - solamente voleva delle cose impossibili.
In quelle estati che hanno ormai nel ricordo un colore unico, sonnecchiano istanti che una sensazione o una parola riaccendono improvvisi, e subito comincia lo smarrimento della distanza, l’incredulità di ritrovare tanta gioia in un tempo scomparso e quasi abolito.
La paura di innamorarsi non è forse già un po’ d’amore?
La ricchezza della vita è fatta di ricordi dimenticati.
Una decisione, un atto, sono infallibili presagi di ciò che faremo un'altra volta, non per qualche mistica ragione astrologica, ma perché escono da un automatismo che si riprodurrà.
Finché si avranno passioni non si cesserà di scoprire il mondo.
La campagna è un paese di verdi misteri al ragazzo, che viene d'estate.
La strategia amorosa si sa adoperare soltanto quando non si è innamorati.
Il futuro verrà da un lungo dolore e un lungo silenzio.
La paura di innamorarsi non è forse già un po’ d’amore?
Non ci si uccide per amore di una donna. Ci si uccide perché un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla.
La strategia amorosa si sa adoperare soltanto quando non si è innamorati.
Camminiamo una sera sul fianco di un colle, in silenzio. Nell’ombra del tardo crepuscolo mio cugino è un gigante vestito di bianco, che si muove pacato, abbronzato nel volto, taciturno.
Sciocco addolorarsi per la perdita di una compagnia: quella persona potevamo non incontrarla mai, quindi possiamo farne a meno.
La cosa più banale, scoperta in noi diventa interessantissima. Nasce da ciò, che non è più un'astratta cosa banale, ma un inaudito miscuglio di realtà e di nostra essenza.
È bello svegliarsi e non farsi illusioni. Ci si sente liberi e responsabili. Una forza tremenda è in noi, la libertà. Si può toccare l’innocenza. Si è disposti a soffrire.
In quelle estati che hanno ormai nel ricordo un colore unico, sonnecchiano istanti che una sensazione o una parola riaccendono improvvisi, e subito comincia lo smarrimento della distanza, l’incredulità di ritrovare tanta gioia in un tempo scomparso e quasi abolito.
Ma ricordati sempre che i mostri non muoiono. Quello che muore è la paura che t’incutono.