Ernest Hemingway
Le frasi più belle di Ernest Hemingway
Ernest HemingwayNon sognava più tempeste, né donne, né grandiavvenimenti, né grossi pesci, né zuffe, né gare di forza e neanche di sua moglie. Ora sognava soltanto luoghi, e i leoni sulla spiaggia.
Ernest HemingwayOra non è tempo per pensare a ciò che non hai. Pensa a quello che puoi fare con quello che c'è.
Ernest HemingwayLa pioggia si fermerà, la notte finirà, il dolore svanirà. La speranza non è mai così persa da non poter essere trovata.
Ernest HemingwayLa lenza si alzò lentamente e regolarmente e poi la superficie dell’oceano si sollevò davanti alla barca e il pesce uscì. Uscì senza fine e l’acqua gli ricadde dai fianchi.
Ernest HemingwayPesce ti voglio bene e ti rispetto molto. Ma ti avrò ammazzato prima che finisca questa giornata.
Ernest HemingwayIl marlin ha già abboccato molte volte e sa che la sua battaglia va combattuta in questo modo.
Ernest HemingwayOra, nel buio, e senza luci in vista e senza chiarori, e soltanto col vento e la spinta regolare della vela, gli parve di essere già morto, forse. Congiunse le mani e si tastò le palme. Non erano morte e gli bastava aprirle e chiuderle per risuscitare il dolore della vita.
Ernest HemingwayQuando c’è una burrasca se ne vedono i segni nel cielogiorni e giorni prima, quando si è in mare. A terra non si vedono perché non si sa che cosa guardare, pensò. E poi la terra deve rendere diversa la forma delle nuvole.
Ernest HemingwayLi odio, i crampi, pensò. Sono un tradimento del corpo. È umiliante in presenza di altri avere una diarrea o vomitare per via di un avvelenamento. Ma un crampo – lo penso come calambre – umilia, specialmente quando si è soli.