I dolci piccoli piedi goffi di Aprile giungono nel prato stracciato della mia anima.
Non temo il fato perché il mio fato sei tu, mia dolce. Non voglio il mondo, perché il mio, il più bello, il più vero sei tu.
Sebbene io abbia chiuso me stesso come un pugno, tu mi apri sempre petalo per petalo come la primavera apre la sua prima rosa.