La mamma era diventata la curatrice del museo della loro vita e lei, Laila, era una semplice visitatrice. Un ricettacolo per il loro mito. La pergamena su cui la mamma intendeva calligrafare la loro leggenda.
Laila sapeva che il suo futuro non poteva competere con il passato dei fratelli. Le avevano fatto ombra da vivi, l'avrebbero cancellata da morti.
Crescendo, Mariam aveva capito. Era il modo in cui Nana proferiva la parola – sputandogliela in faccia – che l'offendeva nel profondo.
Non le accadde mai di soffermarsi a riflettere su quanto fosse ingiusto chiedere scusa per il modo in cui era venuta al mondo.