La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.
Non sono né un eroe né un Kamikaze, ma una persona come tante altre.
Devi essere forte. Non si può avere paura. Non possiamo dargliela vinta.
Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo.